LE INTERCETTAZIONI

Omicidio Melania, Parolisi: «vogliono farmi confessare e tra 5 anni sono fuori»

Nuove intercettazioni del caporal maggiore

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Omicidio Melania, Parolisi: «vogliono farmi confessare e tra 5 anni sono fuori»
TERAMO. «Io mi gioco tutto all'Aquila anzi non tutto, ci giochiamo un pezzo a L'Aquila e un pezzo in Cassazione».

Comincia così una intercettazione ambientale di Salvatore Parolisi con il suo compagno di cella trasmessa da Porta a Porta. Nello sfogo ascoltato dagli inquirenti l’unico imputato per l’uccisione di Melania Rea continua a professare la propria innocenza e non nasconde l’irritazione anche nei confronti dei propri legali che, racconta sempre Parolisi, lo avrebbero spinto a confessare l’omicidio.
«Hai chiesto il rito abbreviato?», gli chiede il compagno di cella. «Cioè in che senso? Che significa?», risponde il caporal maggiore.
«Il rito abbreviato, conviene sempre», gli risponde. «Male che va, qualsiasi condanna che prendi un terzo della condanna insomma lo levano. Ma non lo sapevi? Hai mai parlato con l’avvocato di questo?»
«Io non parlo proprio di condanna», replica Parolisi. «Forse tu non hai capito».
«Sono d’accordo con te», replica l’amico, «però il rito abbreviato si fa comunque a prescindere …però nel caso tuo…il caso è lungo…abbreviato fin che vuoi…che vogliono fare…devi lavorare».
«Eh me lo hanno detto pure gli avvocati…e anche di confessare», continua Parolisi. «Confessare capito? Hai capito che ti voglio dire? Farmi confessare e al massimo cinque, sei anni e esci. Poi esci fuori…è la proposta degli avvocati. Adesso però questi mi hanno rotto proprio i coglioni, mia figlia me la devono far vedere. Mia figlia deve stare bene e non deve stare sempre con la famiglia di lei. Io non voglio che stia con loro. E’ che i miei, la mia famiglia, sono troppo buoni…e allora la vedono solo due giorni…questo è! Comunque anche questi quattro deficienti di pubblici ministeri mi devono fare uscire».
Parolisi non risparmia critiche alla giudice «quella è una bastarda», dice, «nel senso che è una precisa…va a fondo delle cose e io … tu pensa, si fa il processo, non trovano un testimone, non trovano le prove e io faccio il processo…questi sono i fatti. Per forza mi devono lasciare libero. Mica che io devo resistere, resistere... Non devo resistere niente, non c’entro niente. Poi quel dna femminile? Un altro enigma. Come hanno fatto questi bastardi di merda a dire che sono stato io? E’ allucinante! Magari con l’abbreviato fanno come con quello…quello Stasi là. Il giudice ha accettato l’abbreviato e così l’hanno messo libero ma per me…eh…chissà…possono anche passare anni prima che ci vadano a fondo…e intanto possono darmi anche l’ergastolo. Non come in America. In America tu ammazzi una persona, paghi e sei libero. Qui è tutto uno schifo».