SANITA'

Commissione d’inchiesta ispeziona il San Salvatore de L’Aquila

La visita è prevista giovedì mattina

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Commissione d’inchiesta ispeziona il San Salvatore de L’Aquila
L’AQUILA. A tre anni dal sisma come sta la struttura ospedaliera della città? A questa domanda proverà a rispondere la Commissione Speciale di Inchiesta sul Sistema Sanitario Nazionale del Senato, presieduta da Ignazio Marino e vice-presidente il senatore abruzzese Alfonso Mascitelli.

La commissione giovedì mattina arriverà in città per una visita ufficiale all'Ospedale San Salvatore, occasione per una verifica approfondita e una conoscenza diretta dei livelli di assistenza forniti ai pazienti e delle condizioni, per diversi aspetti ancora critiche, in cui opera il personale sanitario.
«Devo ringraziare la sensibilità di tutti i senatori della Commissione - ha dichiarato il senatore dell’Italia dei Valori Alfonso Mascitelli nello spiegare le finalità della visita - perchè hanno approvato all'unanimità la mia richiesta di visitare il San Salvatore per rendersi direttamente conto, con gli strumenti, le competenze e le prerogative di una commissione parlamentare di inchiesta, dello stato strutturale e funzionale dell'ospedale e dell'assistenza sanitaria in genere, a tre anni di distanza dalla tragedia del terremoto. Non nascondo di essere stato sollecitato a mia volta da molte segnalazioni che mi sono arrivate sia dai cittadini, che lamentano disagi e disservizi e sia da operatori sanitari che, con grande professionalità, sono costretti spesso a lavorare in condizioni ancora precarie e difficoltose».
La commissione farà il punto di quanto è stato fatto, delle modalità di utilizzo delle risorse economiche messe a disposizione per l'ospedale e in particolare sull'utilizzo pieno dei 47 milioni di euro dell'assicurazione, ma soprattutto, controllerà se i cittadini aquilani vengono realmente ed efficacemente tutelati nel loro sacrosanto diritto alla salute.
«Dopo le ferite sofferte dalla città», chiude Mascitelli, «non sarebbe affatto tollerabile che anche sulla assistenza sanitaria vi siano zone opache e disattenzioni irresponsabili».