Inchiesta Penelope, sindaco e assessore di Magliano dei Marsi tornano liberi

Obbligo di firma per i due e r gli imprenditori

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3378

il pm Antonietta Picardi

il pm Antonietta Picardi

L’AQUILA. Sono stati scarcerate il sindaco di Magliano dei Marsi Gianfranco Iacoboni, l’assessore Angelo Iacomini e i due imprenditori Franco e Sergio Celi.

Ai quattro arrestati è stato concesso l'obbligo di firma. L'avvocato Leonardo Casciere, legale di fiducia dei due amministratori ha annunciato l'intenzione di ricorrere ugualmente al Tribunale della Libertà dell'Aquila, in quanto i suoi assistiti sono «totalmente estranei ai fatti contestati». Invece il collega Antonio Milo, legale di fiducia dei Celi sull'argomento si è riservato di decidere.
I quattro erano stati arrestati il 1° marzo scorso.
L’indagine è partita a seguito dell’ascolto di alcune intercettazioni telefoniche, a giugno del 2010, ritenute dagli inquirenti «molto interessanti». Da qui è partito uno studio e una attenta verifica degli uomini del Noe. Al centro dell’indagine presunte regalie e promesse di voti: secondo l’ipotesi accusatoria i due amministratori pubblici avrebbero stretto «rapporti corruttivi» con i due imprenditori, i due fratelli Sergio e Franco Celi, titolari dell’impresa Celi Calcestruzzio spa di Massa D’Albe.
Da un lato la promessa di appoggio elettorale per la campagna del 2010 ma anche soldi per avere in cambio una delibera «di favore». Nel corso dell’indagine gli inquirenti avrebbero scoperto altri elementi inquietanti. Secondo quanto verificato dai militari del Noe di Pescara, infatti, i due fratelli imprenditori avrebbero sventrato l'argine del fiume Vera che si trova nei pressi del loro impianto di Bazzano, lì dove producono calcestruzzo. Ma se da un lato i due ne avrebbero giovato in realtà si sarebbe causato «un concreto pericolo di esondazione per le zone immediatamente limitrofe». Un pericolo non così remoto, assicurano gli inquirenti.
Subito dopo gli interrogatori di garanzia gli avvocati difensori si erano detti certi di aver chiarito tutto. Secondo l’avvocato Leonardo Casciere che difende il sindaco di Magliano e l’assessore i due avrebbero «dimostrato senza ombra di dubbio che la delibera finita nell’inchiesta è legittima e poteva essere emessa. Non c'è stato nessuno scambio di alcun genere».
Sempre secondo Casciere sarebbero «stati valutati male gli atti o meglio, molti atti non li avevano ed oggi abbiamo presentato una memoria difensiva dove abbiamo dimostrato documentalmente che la delibera era legittima».
Il giorno stesso dell’arresto il prefetto Iurato aveva sospeso di diritto dalla carica di sindaco e assessore comunale.