RIFIUTI

La propaganda non ferma l’emergenza rifiuti

Ecco la spazzatura per strada mentre gli amministratori continuano a rassicurare…

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La propaganda non ferma l’emergenza rifiuti
ABRUZZO. Le segnalazioni si moltiplicano di ora in ora. Il messaggio sempre lo stesso: «avete visto la spazzatura per strada?»

Troppo suggestivo evocare Napoli in questi casi, sta di fatto che anche se per il momento i sacchetti sono pochi, il segnale è chiaro: la spazzatura rimane per strada. Il problema si ingigantirà nonostante le rassicurazioni dei giorni scorsi ed ora bisognerà prendere atto di un nuovo fallimento annunciato per risolvere l’ennesima emergenza annunciata orfana di responsabili.
Le riunioni dei sindaci, le parole adulcorate di una realtà che non esiste (purtroppo) non sono servite a sbloccare la situazione che è fin troppo chiara.
La discarica di Colle Cese si è saturata più in fretta del previsto per effetto dei rifiuti teramani che da oltre un anno sono giunti fin qui, cosa nota che tutti conoscevano e dunque si poteva da mesi mettere in pratica vie di uscita dignitose. Invece si è innescata una guerra tra la Deco spa della famiglia di Zio che ha disatteso l’ordine di Ambiente spa società pubblica che unisce una sessantina di Comuni del Pescarese. La Deco considera concluso il contratto di trasporto e trattamento rifiuti con la saturazione di Colle Cese e all’orizzonte c’è l’ennesimo strascico giudiziario mentre la monnezza aumenta.  Ad oggi appare inutile la delibera della Regione che si è limitata ad indicare dove portare i rifiuti. Ma il problema oggi non è “dove” ma “chi”.
 «I comuni del Pescarese con i rifiuti per strada vivono una vera e propria emergenza sanitaria. Chi trova l’immondizia sotto casa deve conoscere i colpevoli, ovvero la classe politica che ha bloccato lo smaltimento temporaneo nell’impianto di Casoni di Chieti».
Arriva diretta la denuncia di Alessio Di Pasquale, portavoce del Comitato No Rifiuti a Fosso Grande, nella seconda giornata di mancata raccolta del pattume ad accezione di Pescara dove la situazione è normale grazie all’accordo con la discarica di Sulmona.
Il fatto è che le strade di importanti centri come Montesilvano, Spoltore e Pianella si stanno riempiendo di immondizia.
«Sembra che nessuno se ne interessi», dice di Pasquale, «forse a causa delle imminenti elezioni amministrative i partiti vogliono far passare in sordina quella che si profila come l’emergenza sanitaria più grave che i comuni del Pescarese hanno iniziato a vivere da ieri».
«Da una parte c’è la ditta che si occupava dell’impianto spoltorese che propone ai comuni, singolarmente, proposte di affidamento», dice il portavoce, «dall’altra c’è il consorzio pubblico Ambiente Spa che raggruppa tutti i comuni, il quale deve sottoscrivere un nuovo contratto per il conferimento dei rifiuti – prosegue – Quello che meraviglia, in tempi di crisi, è come la Regione Abruzzo permetta di appesantire i bilanci comunali per far viaggiare i rifiuti in lungo e largo per le strade invece di imporre la soluzione più ovvia: la discarica di Casoni di Chieti che può accogliere per volumetria, il pattume pescarese per almeno due mesi, ovvero il tempo necessario per fare un’altra gara europea di affidamento».
 Oltre le spese che andranno a ricadere sulle tasche dei cittadini con aumenti di circa il 50% c’è anche l’emergenza salute con i rifiuti abbandonati per strada alla portata di animali, esposti alle intemperie e al sole: non è la situazione migliore per vivere.
«Il “ricatto” di Di Zio che ha minacciato di non raccogliere più rifiuti e l'inefficienza di Ambiente S.P.A., prospettano per l'area pescarese una situazione simile a quello che abbiamo visto in questi anni a Napoli», dice invece il portavoce del Cantiere per l'Alternativa, Enrico Di Paolo, «Siamo costretti ritornare sul tema ancora una volta per denunciare uno stato di fatto che se non corriamo ai ripari in modo strutturale, ognuno per le proprie competenze e responsabilità, rischiamo davvero di ritrovarci sommersi dai nostri rifiuti.    Sono anni che l'Abruzzo vive una situazione precaria con l'emergenza costantemente dietro l'angolo, usata strumentalmente dal privato, che ha sempre ostacolato una seria raccolta differenziata per i propri profitti e con la complicità degli enti pubblici, regione, comuni, consorzi, che attraverso deroghe e forzature normative hanno determinato la situazione odierna. L'eterno e falso dibattito che hanno diviso amministratori e cittadini tra nuove discariche e inceneritore ha costituito terreno fertile per la corruzione e collusione ormai dilagante, stando alle accuse che da anni viene fatta dalla magistratura. Nessuno si salva, ne centro sinistra ne tanto meno il centro destra».

«Sulmona, insieme a Cupello, Lanciano e Chieti è chiamata a pagare l’insipienza della Giunta Chiodi e di quella del Comune di Pescara», spiega il Comitati cittadini per l’ambiente diSulmona, «ciò avviene con il silenzio complice dell’amministrazione comunale di Sulmona. La giunta Federico, peraltro, non eccelle in sensibilità ambientale con le sue scelte fortemente ambigue sulle industrie impattanti e il mancato avvio della raccolta differenziata. Parlano di “utilizzo temporaneo” della discarica comprensoriale di Sulmona, ben sapendo che il provvisorio, in assenza di scelte operative serie, rischia di diventare definitivo. Del resto, non è da oggi che il nostro territorio viene trattato come “discarica”dell’Abruzzo : inceneritori, cementifici, centrale Snam, monte San Cosimo per il trattamento dei rifiuti radioattivi, piattaforma regionale per i rifiuti industriali, e via inquinando. Con la disoccupazione alle stelle e lo smantellamento di fondamentali servizi e uffici pubblici il nostro territorio avrebbe bisogno di ben altra attenzione da parte del governo regionale. Si ricordano di noi solo quando c’è da prendere:evocano i principi di responsabilità e solidarietà, ma sempre a senso unico»

Per ora si attende passando da una emergenza all’altra che costerà caro ai cittadini e alle amministrazioni pubbliche.
Così è deciso.