RICOSTRUZIONE

Auditorium Renzo Piano: cantiere aperto dopo tre anni a due mesi dal voto

Imprudente (Mpa): «effetto speciale di Cialente»

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Auditorium Renzo Piano: cantiere aperto dopo tre anni a due mesi dal voto
L’AQUILA. Sono passati tre anni e solo giorni fa si sono aperti i lavori per l’Auditorium Renzo Piano, a L’Aquila. Si dice che la struttura potrebbe essere pronta per l’estate prossima.

L’opera che costerà circa 6 milioni di euro finanziata dalla Provincia di Trento è stata oggetto di un ricorso al Tar da parte di Italia Nostra. Sul tavolo sono rimasti i dubbi sull’ubicazione della struttura e sul mancato coinvolgimento dei cittadini al progetto.
«E’ strano che dopo quasi tre anni e alla vigilia di un’importante consultazione elettorale», ha commentato Emanuele Imprudente consigliere comunale de L’Aquila (Gruppo Mpa), «si dia il via al cantiere per i lavori dell’auditorium di Renzo Piano, nel Parco del Castello. L’apertura del cantiere, infatti, fa parte del gruppo degli “effetti speciali” ai quali ci sta sottoponendo in questi giorni il sindaco Cialente».

La collocazione dell'auditorium di Renzo Piano ha suscitato un forte dibattito in città, ha pensato Francesco Marola segretario provinciale Partito della Rifondazione Comunista, «sollecitato tra gli altri da importanti associazioni che si occupano di tutela del patrimonio storico e del paesaggio e l’operazione avrebbe meritato più trasparenza ».
L’opera è stata progettata, in via preliminare, dal celebre architetto Renzo Piano al costo di 6,7 milioni di euro (fondi donati dalla Provincia autonoma di Trento).
E’ previsto un grande cubo in legno d'abete "firmato" da Renzo Piano, suggerito dal maestro Claudio che dovrà essere realizzato all’interno del parco del Castello. L'edificio è formato da tre distinti volumi in legno a forma di cubo tra loro collegati: il primo cubo ha un lato di 18 metri ed ospiterà l'auditorium (capienza 238 spettatori e 40 orchestrali). Il modulo è caratterizzato dall'essere inclinato di 30 gradi: al suo interno la gradonata che ospita il pubblico è collocata sulla faccia inclinata, permettendo così di avere una visibilità ottimale.
Di recente il gruppo Italia Nostra dopo il ricorso inoltrato al Tar nei mesi scorsi contro la realizzazione dell’opera (contro la scelta del Comune de L’Aquila di autorizzare l'opera mediante una variazione al Piano regolatore stabilita con delibera di Giunta e non tramite Consiglio comunale) ha fatto sapere che presenterà un esposto alla Procura della Repubblica e alla Procura della Corte dei Conti de L’Aquila per presunte irregolarità sotto il profilo dell’iter amministrativo.
Secondo Fausto Corti di Italia Nostra «il progetto è stato donato gratuitamente dall'architetto genovese, mentre il progetto esecutivo e definitivo sono invece stati affidati dalla Provincia autonoma di Trento a progettisti dello studio dell'architetto Piano, per 756 mila euro, senza bandire una gara, invece la stessa Provincia consente affidamenti diretti solo per realizzazioni il cui costo non sia superiore a 41.300 euro». Questo è uno degli aspetti contestati.
Ma per Emanuele Imprudente è inutile alimentare la polemica. «La struttura», ha concluso, «arriva tardivamente rispetto al momento per la quale era stata pensata e, per questo, al di là delle posizioni di chi si preoccupa per l’impatto ambientale, è lecito il dubbio sulla sua validità e su quella ubicazione, oggi, a tre anni dal sisma. Si progettano auditorium, teatri, palazzetti... posizionandoli senza tener conto delle esigenze del territorio, senza nessuna pianificazione. E’ questa una grave responsabilità che va ascritta totalmente a Cialente e alla sua giunta, incapace di una visione prospettica per la città».
Poi Imprudente ha puntato il dito contro l’Assessore Stefania Pezzopane, accusandola «di scaricare le responsabilità del declino culturale de L’Aquila sulla Regione e di chiamare a raccolta i sindacati per cercare un misero consenso alle prossime elezioni».