IL CASO

Montesilvano, la resa di Cordoma: «sul Prg deciderà chi viene dopo di me»

«Per noi era una priorità, frenati dalla burocrazia»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2095

Montesilvano, la resa di Cordoma: «sul Prg deciderà chi viene dopo di me»
MONTESILVANO. Dopo le dimissioni dello staff incaricato della progettazione del Prg e i dubbi del Partito Democratico, il sindaco Pasquale Cordoma frena le polemiche.

La questione del Piano regolatore dovrà sbrigarsela chi amministrerà la città nei prossimi 5 anni. Il sindaco uscente assicura che non ci sarà «alcuna forzatura» per accelerare i tempi per l’adozione del Prg.
Una sensazione che era emersa nei giorni scorsi quando la giunta Cordoma aveva richiesto il parere del Genio civile «ai sensi dell’art.89», ultimo atto prima del passaggio in Consiglio Comunale.
«Le carte inviate al genio civile», spiega Cordoma, «sono l’ottenimento del parere ma riguardano soltanto la relazione geologica e la trasposizione dei vincoli del Pai regionale (piano assetto idrogeologico) e Psda (Piano di esondazione) e non la stesura definitiva del Prg». Sulla questione tecnica: sia l’ufficio che la Giunta comunale «sono consapevoli», assicura il sindaco, che non esistono le condizioni «a causa dell’assenza di una microzonizzazione sismica non ancora validata dalla Regione, condizione necessaria per l’adozione della variante in questione, come cita l’articolo 5 della Legge regionale 11 agosto 2011, n. 28: "Norme per la riduzione del rischio sismico e modalità di vigilanza e controllo su opere e costruzioni in zone sismiche"».
La legge in questione dice che l'adozione di nuovi strumenti urbanistici o di loro varianti generali è preceduta dalla validazione regionale dello studio di microzonizzazione sismica e dall'adozione della carta delle microaree a comportamento sismico omogeneo, nonché dal parere di cui all'art. 89 del D.P.R. n. 380/2001. La validazione regionale deve essere conclusa e determinata dalla Regione entro e non oltre 90 giorni dalla richiesta da parte del Comune.
«Per questo motivo non ci sarebbero stati mai i tempi», continua il primo cittadino, «visto che il consiglio comunale verrà sciolto a fine mese. Noi abbiamo inviato le carte lo scorso febbraio alla Regione, che dovrà istituire un tavolo tecnico per valutare le proposte. Valutazione in tre distinte fasi, terminata l’ultima sempre la Regione dovrà dare parere positivo sulla microzonizzazione». Da quanto confermato sempre dall’architetto Brescia il tavolo regionale inoltre si è riunito una sola volta senza procedere all’attuazione delle varie commissioni e la Regione, finora, non ha fornito sulla microzonizzazione nessuna risposta. A questo punto sarebbe stato impossibile portare l'atto in Consiglio.
«La variante al Prg», chiude il sindaco, «è stata una priorità per questa amministrazione, abbiamo infatti svolto numerose riunioni nei vari rioni della città e con le varie associazioni per illustrarlo ai cittadini ed è stato un obiettivo che abbiamo cercato di portare a termine fino alla fine, ma purtroppo la burocrazia e alcuni meccanismi farraginosi non hanno permesso la conclusione prevista dell'iter».