LA PROTESTA

Nuovo cimitero di Chieti a ridosso delle case? I cittadini insorgono

Residenti di Santa Filomena: «basta a cimitero e discarica»

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Nuovo cimitero di Chieti a ridosso delle case? I cittadini insorgono
CHIETI. Malcontento dichiarato tra la popolazione.

Alcuni cittadini del quartiere di Santa Filomena, a Chieti, sono insorti contro le misure previste nel progetto del nuovo cimitero comunale da 14 milioni di euro che vedrà la luce in località Santa Filomena, in strada Ombrosa, nei pressi di Via Liri.
Alla base del disappunto, ha raccontato una residente, Paola Di Giamberardino, «il fatto che la distanza prevista dalla legge tra l’area cimiteriale ed alcune abitazioni non sia stata rispettata». L’articolo 338 del Regio Decreto 1265/1934 ha stabilito che i cimiteri debbano essere collocati alla distanza di almeno 200 metri dal centro abitato ma il Consiglio comunale può approvare la costruzione di nuovi cimiteri o l'ampliamento di quelli già esistenti ad una distanza inferiore a 200 metri dal centro abitato, purché non oltre il limite di 50 metri.
«Questa norma è stata pienamente disattesa dall’amministrazione», secondo la donna, «che ha predisposto che le mura di cinta del nuovo cimitero fossero distanti appena qualche metro da un’abitazione dove vi abitano  tre famiglie».
Alcuni  residenti di Santa Filomena, quindi, già in ginocchio dalla presenza vicinissima della discarica di Casoni hanno accettato ob torto collo il nuovo progetto.
Il 5 marzo 2012 gran parte dei cittadini del quartiere, secondo quanto riferito dalla donna, hanno ricevuto da parte del Comune una lettera raccomandata con avviso di avvio del procedimento relativo all’adozione di una variante al PRG sulla localizzazione del nuovo cimitero comunale in via Strada Ombrosa. Nella lettera si parla della fissazione di un’area di rispetto tutto intorno all’area cimiteriale con un raggio di 200 metri.
«Tutto ciò potrebbe sembrare lecito», ha dichiarato Di Giamberardino, «dato che la legge per motivi igienico- sanitari e per eventuali  futuri allargamenti del cimitero lo prevede, ma l’assurdità e che la stessa legge fissa una distanza di 50 metri che le abitazioni devono avere rispetto all’area cimiteriale e questo è stato pienamente disatteso dall’amministrazione la quale ha predisposto che le mura di cinta del nuovo cimitero fossero distanti appena qualche metro da un’abitazione dove vi abitano  tre famiglie e a qualche decina di metri da un altro edificio dove vi abitano altrettanto famiglie. Il raggio di  200 metri dall’area interessata inoltre non riguarda una zona periferica con case sporadiche ma decine e decine di case, famiglie, centinaia di persone, aziende agricole, piccoli proprietari che ad un certo punto si vedranno  mutare la destinazione dei loro terreni resi inedificabili con enormi ripercussioni economiche. L’area si estende talmente tanto che arriva fino a circa 300-400 mt circa dalla discarica Casoni».
Il progetto di un nuovo cimitero nella parte bassa della città ha preso le mosse dalle difficoltà dell’attuale camposanto di Sant’Anna a sopperire alle richieste di sempre nuovi loculi.
  Il Project Financing è calcolato su una previsione di circa 16.000 decessi nell’arco dei prossimi trent’anni. La struttura è prevista su un’area complessiva di circa 7 ettari in cui verranno realizzati 8.000 loculi, 380 cappelle, 150 ossari e campi di inumazione per 3.500 metri quadrati. Una volta venuto alla luce, l’edificio sarà oggetto di un bando di gara che individuerà il suo gestore per trent’anni, scaduti i quali l’opera tornerà in capo al Comune.
L’importo totale dell’investimento è stimato intorno ai 14.081.000,00 euro, cifra che comprende il capitolo lavori (9.854 euro), sicurezza (362.000 euro), spese accessorie come indagini per la sicurezza sismica (98.000 euro) imprevisti (568.000 euro), indennizzi per espropri (408.000 euro), spese generali e tecniche (1.325.000euro ), collaudo e spesa istruttoria (87.000 euro), iva lavori (1.021.655), iva spese tecniche e accessorie (284.600 euro).
 «Chi conosce la zona», ha dichiarato la Di Giamberardino, «sa che si tratta di un’area bellissima dai paesaggi pittoreschi che grazie anche alla perfetta localizzazione prossima alle maggiori arterie stradali meritava sicuramente di essere rivalutata e di avere una diversa destinazione al fine di garantire maggiori servizi ai cittadini, come impianti sportivi, un parco pubblico comunale degno di tale nome, magari un’area residenziale in bioedilizia».
m.b.