IL CASO

La Deco porta i comuni del Cirsu in tribunale

Alla base delle richieste il contenzioso sulla cessione delle quote private della società Aia

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  La Deco porta i comuni del Cirsu in tribunale
ROSETO. Brutta gatta da pelare per il comune di Roseto degli Abruzzi, la società Sogesa, il consorzio Cirsu, il Comune di Notaresco, Giulianova, Bellante, Mosciano Sant’Angelo, Morro d’Oro.

Sono stati tutti invitati a comparire dinanzi al Tribunale di Pescara, all’udienza del 3 aprile prossimo dalla società Deco che chiede il pagamento di 2.354.467 euro, oltre agli interessi. Nelle scorse settimane era stato annunciato che tramite l'"accordo" sarebbero stati chiusi tutti i contenziosi in corso tra Cirsu e privati e che molti problemi si sarebbero risolti in breve tempo.
Invece ora, oltre alle ennesime spese legali, (solo il Comune di Roseto dovrà sborsare 25.168 euro) si rischia di dover pagare risarcimenti enormi.
«La citazione di Deco nei confronti del Comune di Roseto», commenta Marco Borgatti della Federazione di Sinistra, «dimostra che avevamo ragione. Abbiamo sempre sostenuto che l'accordo transattivo per l'acquisizione delle quote private di Sogesa fosse un errore gigantesco. Oggi ci troviamo in un paradosso dove si privatizzano i profitti e si socializzano le perdite. Si è inoltre messa la parte privata del consorzio in condizione di pretendere ulteriori remunerazioni anche dopo aver ricevuto lauti compensi.Sarebbe ora che il sindaco di Roseto, insieme agli altri primi cittadini del Cirsu, cominciaseroo a dare spiegazioni su queste scelte dissennate».
Una storia che ora si ingarbuglia sempre più e che è destinata a scrivere nuove pagine sull'affare dei rifiuti e sulla aministrazione pubblica nella zona del Teramano

LA CRONISTORIA
Una storia lunga e complicata, dificile da spiegare con i soli documenti pubblici e le dichiarazioni dei vari esponenti politici.
Nel mese di settembre scorso, in riferimento ai presunti accordi di transazione tra Cirsu spa e Aia spa per una possibile acquisizione delle quote detenute da Aia spa in Sogesa spa, un gruppo di consiglieri comunali ha invitato i rispettivi Consigli a diffidare i propri sindaci, il presidente del Cda di Cirsu spa Andrea Ziruolo e lo stesso Cda di Cirsu spa a che non impegnassero la società, e con essa i Comuni, al pagamento ad AIA (dunque Deco dei Di Zio) «di qualsiasi importo non supportato dal relativo titolo giuridico e dalle necessarie perizie giurate, e ad assumere impegni di tipo economico-finanziario, senza aver ricevuto la preventiva approvazione da parte dell'Assemblea dei Soci, specificatamente autorizzata dai competenti Consigli Comunali».
Anche dietro i fatti di oggi complesse vicende societarie che riguardano Cirsu, il consorzio dei comuni che si dovrebbe occupare della raccolta dei rifiuti, Sogesa, la società operativa del consorzio di cui faceva parte anche Aia, la società privata dei Di Zio che ultimamente ha venduto le sue quote a Cirsu che ha dunque dovuto pagare una cifra contestata da alcuni.
La complessità delle vicende si scioglie quando si dice che Cirsu e Sogesa –governati dalla politica e dai partiti- hanno indebitato negli anni con scelte poco remunerative sia il consorzio che la società.
Proprio sull’acquisto delle quote i rispettivi Consigli, in modo unanime, hanno dato mandato ai propri sindaci di promuovere, in seno all'assemblea dei soci Cirsu spa l'azione di responsabilità contro tutti gli amministratori di Sogesa spa, per atti e fatti che abbiano prodotto qualsivoglia danno a Cirsu spa.
Il 12 ottobre 2011, dopo una serie di abboccamenti non andati a buon fine, Andrea Ziruolo, in qualità di presidente del Consiglio di amministrazione e legale rappresentante della Cirsu Spa, ha poi formalizzato l’acquisto 245 azioni di Sogesa spa dalla Società Abruzzi Igiene Ambientale spa (Aia), per il complessivo prezzo di € 2.500.000-prezzo determinato dal fatto che la cessione stessa ha carattere transattivo, allo scopo di porre fine a tutte le controversie in corso tra loro. Oggetto della transazione, tra l'altro, anche «...l'azione di responsabilità paventata nei confronti degli amministratori nominati dal socio privato...».
L'atto di cessione delle quote prevede, oltre alla costituzione di una polizza fidejussoria a garanzia del debito (che dovrà essere pagato per € 250.000 al 31/12/2011, per € 1.000.000 al 30/4/2013 e per € 1.250.000 al 31/12/2013), anche la costituzione in pegno delle stesse azioni acquistate, mentre «nulla si dice», fanno notare i consiglieri, «dell'enorme esposizione debitoria di SOGESA spa (circa 10 milioni di Euro) che, con l'acquisto totalitario delle azioni, CIRSU spa si accolla completamente».
Tutto questo è avvenuto –dicono i pochi consiglieri comunali che si oppongono da sempre- senza che l’assemblea dei soci e i rispettivi consigli comunali si fossero espressi.
Il 15 novembre, l'Assemblea dei Soci Cirsu spa decide che «l'azione di responsabilità verso gli amministratori Sogesa sarà avviata successivamente in base agli sviluppi delle attività in corso», disattendendo così, fanno notare ancora i consiglieri, il mandato dei due Consigli Comunali di Mosciano e Bellante e dando seguito, invece, a quanto prospettato dal Presidente Ziruolo per il quale «l'azione di responsabilità in questo frangente non è opportuno attivarla per non pregiudicare gli atti assunti. Successivamente, chi ci sarà, potrà portare avanti tale azione».
C’è poi un’altra questione che riguarda il debito di Sogesa spa verso Deco spa, di circa € 2.305.000; l'assemblea dei soci ha deliberato «che Cirsu non dovrà accollarsi il debito..».
Dagli atti, comunque, emerge che il sindaco di Bellante non avalla l'atto di transazione, in quanto non corrispondente al mandato ricevuto dal proprio Consiglio Comunale, mentre gli altri Soci Sindaci ne prendono solo atto, senza approvarlo.
Come detto una storia complicata che forse è solo all'inizio.

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