POLITICA

Demolizioni e ricostruzioni a Pescara? Nuova proposta di legge firmata Pdl

Il documento porta la firma di Sospiri, Chiavaroli e Di Matteo

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EX CENTRALE DEL LATTE

Ex centrale del latte già demolita

PESCARA. Via libera alle ristrutturazioni sul territorio di Pescara, con demolizione e ricostruzione dell’esistente, per rilanciare il mercato dell’edilizia.

Nessuna volontà di incrementare le percentuali di consumo del territorio, assicurano i consiglieri regionali Pdl Lorenzo Sospiri e Federica Chiavaroli, ma sì a cambi di destinazione d’uso, «misura utile soprattutto per la riconversione di quegli ex opifici ormai dismessi, inutilizzati, e abbandonati da decenni».
Sulla carta è già tutto scritto: è questa infatti la proposta di Legge regionale redatta a sei mani (oltre quelle di Sospiri e Chiavaroli anche quelle consigliere Emiliano Di Matteo) che da martedì prossimo inizierà il suo viaggio presso la seconda Commissione della Regione Abruzzo per poi approdare in Consiglio regionale.
«Dopo l’emanazione del Decreto Sviluppo molti Comuni sono rimasti congelati non avendo l’esatta contezza dell’applicazione della misura legislativa stessa», sottolineano Sospiri e Chiavaroli.
E nel frattempo nei mesi scorsi è sempre cresciuto l’allarme, soprattutto di sindacati e associazioni di categoria: duemila posti di lavori persi a Pescara negli ultimi due anni nel settore edilizio secondo la Cisl; addirittura 10mila i posti di lavoro persi nel 2011 secondo la Cgil sull’intero Abruzzo; e poi ancora il fallimento del Piano Casa secondo l’Ance; il calo dell’occupazione dell’1,4 per cento secondo Istat e Cresa.
«Abbiamo iniziato a studiare la materia», continuano i due esponenti del Pdl, «per capire come intervenire e, con l’ausilio dei nostri tecnici, abbiamo redatto una proposta di legge che punta a dare attuazione concreta al Decreto Sviluppo».
Quello che secondo i due proponenti è il vero «cardine vincente» del dispositivo è la certezza su quali sono le modalità e i criteri da seguire per ristrutturare partendo dalla vecchia edilizia industriale e artigianale che ha smesso di svolgere la propria funzione, dunque riutilizzando l’esistente senza incrementare il consumo del territorio e prevedendo in tal senso «una minima premialità».
«Tale procedura», spiegano ancora, «ci garantisce anche la riqualificazione del territorio con l’eliminazione delle strutture di degrado, e fornisce anche al Consiglio comunale i criteri da seguire per concedere eventuali cambi di destinazione d’uso, ad esempio convertendo l’industriale in commerciale o terziario. Non solo: come previsto nel Decreto, tutti i cambi di destinazione d’uso devono essere monetizzati, il che significa un nuovo flusso economico nelle casse dell’Ente pubblico e considerando che in soli 4 mesi di vigenza della nuova normativa dei sottotetti abbiamo introitato al Comune di Pescara ben 400mila euro, è facile immaginare che con la nuova legge potremo andare a incassare un gettito proveniente dall’edilizia, ma senza consumare il territorio».
Nella norma è stato previsto che l’incremento volumetrico potrà raggiungere sino al 40 per cento laddove il proprietario reperisca gli standard di parcheggi necessari per l’intera costruzione, ovvero provveda a monetizzare gli standard richiesti mediante il pagamento al Comune di una somma commisurata al costo di acquisizione di altre aree equivalenti. E gli introiti derivanti da tale monetizzazione saranno vincolati all’acquisizione, da parte del Comune, di aree destinate a parcheggio, alle attrezzature e alle opere di urbanizzazione secondaria. «E’ una legge senza dubbio coraggiosa», continuano Sospiri e Chiavaroli, «che ora vogliamo proporre ai consiglieri di maggioranza e minoranza per essere migliorata, ma noi intanto ci siamo assunti l’onere di sbloccare una norma ossia una parte della riforma complessiva. E’ evidente che ogni cambio di destinazione d’uso dovrà passare all’esame del Consiglio comunale che manterrà il proprio ruolo di disciplina del territorio».