L'INCHIESTA

D’Ambrosio e le assunzioni dirette... venerato con la Madonna

Incarichi diretti anche al suo assessore Vincenzo Di Giamberardino «senza i titoli necessari»

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I "santini" di D'Ambrosio con la Madonna

I "santini" di D'Ambrosio con la Madonna

PESCARA. Distribuzione di incarichi senza alcuna selezione pubblica. Era questo uno dei punti di forza dell’era di Giorgio D’Ambrosio secondo la procura di Pescara mentre presiedeva l'Ato4 pescarese.

Gli inquirenti hanno chiuso l’indagine sul ‘partito dell’acqua’ e nella corposa relazione della Digos emergono i vari ‘movimenti’ del gruppo capeggiato dal sindaco di Pianella: dall’aumento della tariffa alle assunzioni clientelari, senza selezione pubblica, come richiesto dalla legge.
E D’Ambrosio era venerato come un santo da quelli a cui faceva la grazia di offrire un posto di lavoro. E non è solo una metafora. Basta vedere l’immagine appesa negli uffici Ato (che è stata inserita anche nelle carte degli investigatori): vicino all’effige della Madonna c’è un doppio santino: Giorgio D’Ambrosio e Giorgio D’Ambrosio bis.
A lui in tanti devono dire grazie. La Procura nell’indagine ha tentato di ricostruire tutti gli incarichi affidati sulla fiducia direttamente dall’allora presidente dell’Ato, tramite decreto presidenziale. La Digos che indaga fa notare che la spesa di personale effettivamente sostenuta dall’Ato (nel 2007 oltre 787 mila euro) supera di quasi 250 mila euro le previsioni di spesa stabilite nella dotazione organica dell’Ente per personale di ruolo e a tempo pieno (circa 547 mila euro).

GLI INCARICHI DIRETTI
Per gli inquirenti D’Ambrosio «conferiva incarichi professionali a tempo determinato e vantaggi patrimoniali a persone (sempre le stesse e che ricorreranno anche quali destinatari di altre Delibere per ulteriori incarichi professionali) penalizzando il concorrente interesse delle persone private nei propri diritti ed interessi patrimoniali, omettendo volutamente di procedere a valutazioni comparative con procedura concorsuale».
Tali comportamenti, «privi dei minimi criteri di diligenza che devono caratterizzare l’attività di chi assume un mandato di pubblico amministratore, oltre a configurare il reato di cui all’art. 323 c.p. (abuso d’ufficio, ndr) risultano in aperta violazione delle comuni regole di prudenza che ogni pubblica amministrazione dovrebbe avere».
Il primo incarico porta la data del novembre del 2003: conferita la nomina «per collaborazione esterna ad alto contenuto di professionalità a Giancarlo Gennari – in qualità di coordinatore dell’ufficio di presidenza dell’Ente D’ambito». Gennari oggi è consigliere provinciale del Pd.
Il 12 marzo del 2004 viene affidata la consulenza esterna al perito industriale Crisante Ademaro (incarico triennale con compenso annuo di 8.000 euro più Iva) sostenendo che «l’esigenza di ricorrere a professionalità esterne all’amministrazione sia di carattere temporaneo e straordinario».
L’incarico è stato ripetutamente prorogato fino al 1° aprile 2010, annota la Digos, per una durata complessiva di sei anni, periodo che lo rende, di fatto, equiparabile ad un contratto di lavoro subordinato a tempo determinato.
Si rileva, inoltre, che le competenze professionali affidate al Crisante, perito elettrotecnico, «avrebbero potuto essere svolte da altre figure interne all’Ente, come gli ingegneri, adeguatamente formate, così come avviene per tutti gli uffici della pubblica amministrazione».
Ad agosto del 2004 viene concessa la nomina per la collaborazione esterna «ad alto contenuto di professionalità» alla società Finpress s.r.l. in qualità di addetta allo svolgimento dell’attività di comunicazione dell’Ente (per la durata di quattro mesi con compenso mensile di 500 euro iva esclusa).
A dicembre del 2004 viene conferita la nomina per collaborazione esterna «ad alto contenuto di professionalità» all’ingegner Mammarella Eraldo «per l’elaborazione di una proposta di modifica all’art. 4 comma 2 della L.R. 60/2001, con un compenso lordo di euro 2.000».
A gennaio 2005 viene prorogata per un anno la nomina per la collaborazione esterna ad alto contenuto di professionalità alla Finpress srl, reiterando lo stesso impegno di spesa previsto nella precedente.
A marzo avviene la nomina per la collaborazione esterna «ad alto contenuto di professionalità» a Roberto Costantini, con l’incarico annuale di consulenza fiscale e tributaria con compenso lordo di 3.000 euro.
Un anno dopo, siamo a marzo 2006 viene concessa la nomina per la collaborazione esterna ad alto contenuto di professionalità – a Antonio Montemurro – con l’incarico di consulenza contabile nella rimodulazione del Piano d’Ambito (contratto della durata di due mesi ed un compenso di 4.000 euro lordi).
A luglio del 2007, nuovamente con decreto presidenziale, viene concesso l’incarico di consulenza esterna a Crisante Ademaro «per adempiere agli obblighi previsti del D. Lgs. 626/94 e s.m.i» ( altro incarico triennale con compenso annuo di 8.000 euro più IVA essendo il precedente incarico scaduto proprio il 1.4.2007).
A settembre D’Ambrosio emana l’ultimo decreto, il numero 2, in cui nomina nuovamente l’ing. Mammarella (Eraldo) con l’incarico professionale di consulenza e collaborazione per lo svolgimento delle funzioni di programmazione-organizzazione-vigilanza e controllo sulle attività di gestione del servizio idrico integrato-settore trattamento acqua reflue, per la durata di mesi quattro ed un compenso di 4.900,00 euro (oltre IVA e CNPAIA),

LA RESPONSABILITA DI BERNARDINI
«In tale contesto», si legge nella relazione della Digos, «è possibile configurare anche le responsabilità penali del segretario generale dell’Ente, Fabrizio Bernardini, in relazione ai suoi doveri istituzionali, avendo consapevolmente omesso di fornire apposita consulenza giuridica fondante l’attività dell’Ente. Così come “culpa in vigilando” relativamente al collegio dei Revisori dei Conti nominati».

LA SCELTA SU DI GIAMBERARDINO
Ma la nomina su cui gli inquirenti si soffermano maggiormente è quella di Vincenzo Di Giamberardino per collaborazione esterna in qualità di coordinatore dell’ufficio di presidenza dell’Ente D’ambito, in sostituzione del dimissionario Giancarlo Gennari.
L’incarico venne conferito «a seguito di colloquio selettivo» e nel decreto «non vengono indicati durata, compensi spettanti né su quale capitolo di spesa impegnarli». Ma Di Giamberardino, annotano gli inquirenti, «era privo di titoli professionali ed esperienza specifica svolta in relazione all’incarico conferito». Avrebbe inoltre «falsamente» scritto nel proprio curriculum vitae (datato 24 ottobre 2004), sottolineano gli investigatori, «di essere in possesso del Diploma di ragioneria conseguito presso l’Istituto Tecnico Giangaleazzo Visconti di Francavilla al Mare ( Irish School – Istituto privato paritario)».
Falsamente? Sì perché gli agenti della Digos hanno infatti richiesto all’Istituto scolastico la documentazione relativa al possesso del titolo di studio dichiarato, verificando che Di Giamberardino ha ottenuto il diploma di Ragioneria soltanto nell’anno 2006, due anni dopo. In virtù dell’incarico di consulenza ricevuto, l’assessore di Pianella viene poi stabilizzato nei quadri Ato ed assunto a tempo indeterminato attraverso tre diversi passaggi: nel 2005 quale dipendente privato a tempo indeterminato Federgasacqua, nel 2007 come dipendente pubblico precario, per essere successivamente inquadrato come dipendente a tempo indeterminato nel 2009.

«CON LA TERZA MEDIA NEMMENO L’USCIERE PUOI FARE»
Secondo gli inquirenti D’Ambrosio non poteva non essere a conoscenza del fatto che Di Giamberardino non fosse in possesso del titolo di studio richiesto, dal momento che i due hanno uno stretto rapporto personale di amicizia e di collaborazione. Di Giamberardino era ed è anche assessore presso il Comune di Pianella, autista di fiducia, concorrente negli altri reati che l’attività d’indagine ha posto in evidenza.
Il fatto che Di Giamberardino non fosse in possesso del citato titolo di studio non era un mistero a Pianella tanto che gli inquirenti hanno intercettato una conversazione con una impiegata del Comune, E. R., in cui i due parlavano apertamente della vicenda.

D’AMBROSIO: «si può fare tutto. Basta parlarne …. se dobbiamo parlarne possiamo fare quello che ci pare».
E.R.: «io non voglio parlare con te … perchè …Vincenzo (Di Giamberardino, ndr) ha parlato? Vincenzo si è trovato …. perchè uno … non penso che si può ragionare con uno con la terza media può andare a fare l'impiegato quindi non sa parlà..non se ne parlato e poi non parliamo di quando era un finto assunto da un'azienda di Montesilvano...che cazzo era....cu qualche mbroio..lasciamo perdere»
D’AMBROSIO: «..va bene..»
E.R. «..lasciamo perdere..lasciamo perdere che io ste cose le so… certo che faccio io...ogni cosa che ho chiesto io non si poteva fare...dopo l'Ato con la terza media...con la terza media uno....ma non è l'Ato eh..ma qualunque parte l'impiegato non lo puoi fare con la terza media manco l'usciere puoi fare con la terza media.. va be che non esiste più ma ammesso che ve lo inventavate manco l'autista puoi fare con la terza media , manco l'autista niente manco davanti alla porta perchè ti ci sei trovato puoi fare con la terza media e quello con la terza media...si se poi vogliamo dire che la terza media l'avrà presa in cinque..sei anni potete dire che ha fatto come un diploma si..perchè l'ha presa in dieci anni si.. ma sempre terza media è».

Alessandra Lotti