EMERGENZA RIFIUTI

La Deco molla Ambiente spa: «non portiamo i rifiuti a Chieti»

Contenzioso tra la ditta della famiglia Di Zio e la spa dei Comuni pescaresi sulla scadenza del servizio

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

4186

La Deco molla Ambiente spa: «non portiamo i rifiuti a Chieti»
PESCARA. «Non portiamo altrove i rifiuti perché la nostra convenzione parla chiaro e si interrompe con la saturazione delle discarica di Colle Cese, per cui il nostro rapporto è da intendersi concluso l’11 marzo 2012». Firmato Deco spa

Così una lunga lettera della società principale dei Di Zio, inviata ad Ambiente spa ma anche alla procura della Repubblica, che affonda nei tecnicismi. Nonostante questo ha un significato chiarissimo: sui rifiuti sbrigatevela voi.
Dunque scoppia una emergenza nell’emergenza rifiuti poiché Ambiente spa aveva deciso, con una nota emanata due giorni fa dal presidente del Consiglio di amministrazione, Massimo Sfamurri, di prorogare ‘ope legis’ l’appalto alla stessa Deco che si sarebbe dovuta sobbarcare, però, i costi aggiuntivi per raggiungere la discarica di Chieti anche se «provvisoriamente», cioè per un periodo circoscritto di 10 mesi.
«E’ di tutta evidenza che i rapporti convenzionali tra la Deco e Ambiente e tra Deco ed i vari comuni», scrive la Deco, «perverranno a definitiva scadenza l’11 marzo, così come già ufficialmente comunicatovi. Tali scadenze non sono in alcun modo prorogabili per due ragioni».
La Deco ricorda ad Ambiente spa che in nessun caso la pubblica amministrazione può prorogare contratti di appalto, così riconoscendo la qualifica di «pubblica amministrazione» ad Ambiente spa, società pubblica ma soprattutto ribadendo l’illiceità delle proroghe degli appalti. Principi sacrosanti che vigono da anni e valgono per tutti ma non sempre rispettati.
La bacchettata di Deco continua facendo notare che il contratto è venuto meno perché prevedeva «lo smaltimento dei rifiuti nella discarica di Colle Cese» e poiché la discarica chiude, il contratto decade non prevedendo alternative o variazioni. Punto.
Ora il problema principale rimane: chi raccoglierà i rifiuti dall’11 marzo nei comuni che fanno parte di Ambiente spa? Un problema difficile da risolvere in 24 ore e creato, non si sa, se da imperizia o calcoli matematici. Di sicuro questo problema si sarebbe potuto affrontare per tempo potendo essere prevedibile la saturazione della discarica. Ora lo spettro delle vie piene di rifiuti diventa sempre più concreto.
Di sicuro non si farà in tempo a stipulare un nuovo contratto entro domani, mentre la società dei Di Zio lamenta di non aver avuto alcun riscontro dai Comuni. Insomma il braccio di ferro è ricominciato.
Ma che sarà difficile “fare la pace” lo si capisce dai toni accesi della missiva della Deco.
«Respingiamo con decisione l’implicita minaccia contenuta della vostra comunicazione del 7 marzo in relazione alla ventilata ipotesi di interruzione di pubblico servizio, minaccia che non sembra tener conto del fatto che il servizio non può proseguire per ragioni oggettive».
Insomma toni sferzanti e accuse reciproche poiché gli enti interessati, in questo caso i Comuni, già dalla primavera del 2010 erano stati messi a conoscenza e sapevano che la situazione poteva degenerare e la discarica saturarsi. D’altronde sarebbe bastato leggere i giornali e attivarsi…
Siamo dunque al rimpallo delle responsabilità e allo scaricabarile classico di tutte le emergenze italiane e abruzzesi.
Lo scontro pare insanabile e degno dei più classici strascichi giudiziari e lo si capisce anche dalla risposta di Sfamurri alla Deco.
Il gestore, dice in sostanza Ambiente spa, può prorogare l’appalto nelle more del nuovo appalto, procedura che sarebbe già stata avviata un paio di giorni fa. Una proroga che scongiurerebbe l’emergenza e l’interruzione del servizio pubblico vitale.
«Si invita dunque la Deco spa fino a nuova comunicazione di conferire il cosiddetto “sovvallo” presso l’impianto di Casoni di Chieti individuato dalla delibera di giunta». Tanti saluti Massimo Sfamurri.

Una soluzione già evidenziata nel corso della riunione in Regione del 22 febbraio dove Sfamurri aveva anche chiesto l'utilizzo della discarica di Pianella in via emergenziale.

Siamo sicuri che la legge che prevede il prolungamento dell’appalto si possa applicare anche in questo caso? Non era più che prevedibile l’avverarsi della condizione di saturazione della discarica? Allora la domanda rimane: perché gli amministratori pubblici dei Comuni e quelli di Ambiente spa (che poi sono la stessa cosa) non si sono organizzati in tempo e non hanno avviato la procedura per il nuovo appalto un anno fa? Forse perchè mancava il piano dei rifiuti provinciale?

La ricerca delle responsabilità è una impresa tanto faticosa quanto inutile.

a.b.