IL CASO

Montesilvano, saldi di fine stagione/2. Sveltina e misteri sul Prg

Lo staff di progettazione si dimette in massa. Chi ha redatto il piano regolatore?

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Pasquale Cordoma

Pasquale Cordoma

MONTESILVANO. Il Prg di Montesilvano è stato redatto. La giunta Cordoma ha richiesto il parere del Genio civile «ai sensi dell’art.89», ultimo atto prima del passaggio in Consiglio Comunale.

E' il documento che chiede il nulla osta e che apre la porta al piano regolatore del consiglio comunale.
Ma chi ha redatto il nuovo prg? E dove? E secondo quali criteri? E coinvolgendo chi? Di sicuro non ha partecipato a questa fase lo staff di progettazione composto dai 6 dipendenti dell’Ufficio tecnico comunale della variante al Prg che giovedì scorso si è dimesso in massa dall’incarico conferito appena tre mesi fa. Incarico conferito dallo stesso Comune di Montesilvano.
In una lettera i geometri Maurizio Di Lorito, Marco Amadio, Maurizio Gentile, Alessandro Salerno (ruolo di collaboratori tecnici all’interno dello staff), Mirko Parlione (disegnatore) e Antonino Cilli (collaboratore amministrativo) hanno comunicato le loro dimissioni. Il clima pre-elezioni è infuocato: il prossimo 21 marzo il Consiglio comunale verrà sciolto e fino al giorno delle elezioni ci si potrà occupare solo della ordinaria amministrazione. Ma in città pare che ci sia una super corsa all’approvazione del piano. Una retta troppo sospetta che non getta una luce edificante e apre scenari che ricordano altri tempi. 

40: IL COMUNE HA FRETTA
A far scoppiare l’ira dello staff è stata la scoperta di una delibera di giunta, la numero 40 che ha come oggetto «atto di indirizzo finalizzato all’invio della documentazione inerente la variante al Prg agli uffici del Genio Civile per l’ottenimento del parere».
Ma di quale Prg si parla? E quale documentazione si vuole inviare al Genio Civile? Si è davvero in procinto di chiudere la partita a pochi giorni dalle elezioni o qualcuno ha fatto semplicemente il passo più lungo della gamba?
I sei componenti dello staff di progettazione, dipendenti dell’Ufficio tecnico comunale, assicurano che nulla è stato fatto da quando ci sono loro e di questa presunta progettazione da inviare, loro, «non hanno alcuna conoscenza».
Sempre i geometri raccontano che a tutt’oggi non ci sarebbe mai stato un atto che individuasse all’interno dello staff compiti e mansioni dei componenti «al fine di organizzare lo svolgimento delle attività specifiche per la redazione». E sempre loro assicurano che fino a oggi non hanno svolto «alcuna attività di progettazione, coordinamento o redazione». Insomma tutto fermo e ben lontano dall’inviato i documenti a chi di dovere per il parere finale.
Nessuna indicazione, insistono, sarebbe stata loro fornita dall’architetto Lucio Zazzara, figura di coordinamento dello staff, e anche dopo le richieste di indicazioni e documentazione da sviluppare, verificare «non risulta ad oggi pervenuta alcuna documentazione significati».
Ma allora chi ha redatto il piano? Nella determina di incarico il ruolo dei dipendenti dell’ufficio tecnico comunale veniva ritenuta «indispensabile ai fini della redazione della variante» ed è stata stanziata anche la cifra di 34.769 euro per il loro incarico.
Una situazione tanto assurda da apparire grottesca e comica.

I COMPONENTI E I RUOLI
Stando proprio a quella delibera dirigenziale (la numero 190 del 29 dicembre scorso firmata dal dirigente di settore Mauro Brescia e dal dirigente della macrostruttura Gianfranco Niccolò), la progettazione della variante era stata affidata al dirigente del settore Urbanistica (Brescia) «con l’individuazione nell’ambito dei propri uffici del personale che collaborerà alla stesura degli elaborati previsti dal piano nonché aspetti amministrativi».
Per «attività di tipo specialistico» (ovvero studio e coordinamento rispetto a tutti gli atti di pianificazione in vigore nel territorio comunale nonchè le attività connesse alla gestione del territorio riferite a professionalità di cui l’ufficio tecnico non dispone) si è proceduto invece con l’affidamento all’esterno di un incarico professionale, ricaduto sull’architetto Lucio Zazzara. Proprio Zazzara, sempre secondo la delibera, sarebbe stato affiancato dallo staff: i 6 che oggi sostengono di non aver mai prodotto nulla, mai visto una carta, mai avuto indicazioni, più l’architetto Marco Brescia (il progettista e dirigente del settore), l’ingegnere Gianfranco Niccolò (ausilio di progettazione).
Secondo la determina lo staff avrebbe dovuto lavorare al progetto «durante l’orario di lavoro», il lunedì e il mercoledì, con possibilità anche di ore di straordinario (tanto che per questa ragione sono stati impegnati ulteriori 3.239,84 euro).
Adesso la giunta si affretta a spedire la documentazione al Genio . Ma di quale documentazione si parla? In quanti la conoscono? In quanti l’hanno redatta? Chi l’ha redatta?
Ed il sindaco uscente Pasquale Cordoma che pensa di questa vicenda?
Alessandra lotti