L'INCHIESTA

Inchiesta Spoltore, chiusa l’indagine principale. Nuove accuse per Ranghelli e Roselli

In dirittura d’arrivo anche il filone su City Moda

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

6750

Inchiesta Spoltore, chiusa l’indagine principale. Nuove accuse per Ranghelli e Roselli
PESCARA. La procura di Pescara ha chiuso il filone principale delle indagini riguardante il Comune di Spoltore.
Si tratta dell’inchiesta che il 26 luglio del 2011 portò agli arresti domiciliari l'ex presidente del Consiglio regionale, Marino Roselli, l'ex sindaco di Spoltore Franco Ranghelli, e l'ex vice presidente di Ambiente Spa, Luciano Vernamonte. L'inchiesta del pm Gennaro Varone conta in totale 16 indagati, che devono rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere, corruzione, tentata concussione, falso ideologico, abuso d'ufficio.

Nel mirino la redazione del nuovo piano regolatore; l'appalto del servizio di riscossione dei tributi della pubblicità e le sanzioni per le violazioni del codice della strada; l'accordo di programma per l'ampliamento del cimitero; un progetto per la realizzazione di appartamenti nella zona del fiume Pescara. Oltre a Ranghelli, Roselli e Vernamonte, sono indagati Luigi Zampacorta, imprenditore; Alessio Carletti, costruttore; Ernesto Partenza, ex assessore all'urbanistica; Mario Angelo D'Eramo, ex responsabile ufficio Autorita' di bacino della Regione Abruzzo; Alessandro D'Onofrio, imprenditore; Pino Luigioni, ex consigliere comunale; Claudio Santurbano, ex assessore ai lavori pubblici; Enzo Giansante, responsabile di zona della Maggioli Spa; Tullio Michele Ernesto Santroni, dirigente comunale; Giuseppe Del Pretaro, geometra; Bruno Crocetta, tecnico comunale; Emilio Di Paoloemilio, tecnico comunale; Marcello Sborgia, costruttore. Secondo l'accusa Ranghelli, Roselli, Vernamonte, Partenza, D'Onofrio e Luigioni avevano creato «un vero e proprio organo decisionale, denominato cabina di regia, estraneo agli organi istituzionali preposti all'amministrazione del Comune di Spoltore, che venivano così esautorati, allo scopo di condizionare le scelte amministrative e politiche di tale ente e di consentire affari e personalismi». Oltre i capi di imputazioni già noti e contenuti nell’ordinanza dio custodia cautelare vi sono anche nuove accuse formulate nel frattempo dagli investigatori della forestale.

Ranghelli, Roselli, Zampacorta e Marcello Sborgia sono accusati anche di aver tentato di sanare i sottotetti progettati da Roselli. Secondo l’accusa Ranghelli, nella qualità di sindaco del Comune di Spoltore, avrebbe promesso di sanare a ‘recupero abitativo’ i sottotetti abusivi con il piano regolatore (da adottarsi da tecnici di fiducia dell’amministrazione comunale) in cambio di somme di denaro. Si tratta di sottotetti realizzati dai costruttore Zampacorta Luigi (gestore della Villa Costruzioni Srl e della Ediliiza, che avevano realizzato i complessi “Le Perle” e “Le Coccinelle”) e Sborgia Marcello (gestore dell’impresa Diessecì, che aveva realizzato i complessi “Le Monache 2” e “Le Monache 3”) che erano già stati «fraudolentemente venduti con abusiva destinazione residenziale», in pratica venduti come appartamenti veri e propri ma non computati nella cubatura complessiva dell’edificio.

Ranghelli in cambio delle promesse illecite avrebbe ottenuto, secondo la procura, che Zampacorta Luigi versasse («con intento corruttivo») allo Spoltore Ensamble (in quel momento con un grave deficit di bilancio) 14.400 euro (come Villa Costruzioni) ed euro 3.600,00 (come Edilciza); e che Sborgia Marcello gli assumesse il figlio Alex presso la Pakundo Bet Srl (di Sborgia). Marino Roselli risulta in questo capo come progettista di tutti i complessi residenziali e per tale ragione sarebbe responsabile di concorso nel reato corruttivo. Sempre Roselli, inoltre, avrebbe garantito «in corrispettivo corruttivo» al sindaco Ranghelli (anche) l’appoggio politico necessario per la tenuta della giunta comunale. E sempre tra le nuove accuse per Ranghelli c’è anche quella che riguarda la «richiesta ossessiva a Mazzetti Daniele, gestore della casa di riposo di Caparra di Spoltore, di proprietà comunale, di assumere persone da lui segnalate; così inducendo nel Mazzetti, per lo stato di timore e prostrazione psicologica (in conseguenza delle possibili ripercussioni negative che sulla gestione economica della Agorà avrebbe potuto avere un rifiuto, in considerazione dell’interesse personale che il sindaco aveva mostrato in quelle assunzioni)», ad assumere almeno sei lavoratori.

Per quanto riguarda il filone di CityModa l'inchiesta sarà chiusa a breve e dunque sarà formalmente stralciata nei prossimi giorni avendo un destino separato dal filone principale. Intanto qualche giorno fa sono stati acquisiti nuovi atti relativi al centro commerciale. Le indagini sul Comune di Spoltore sono state condotte dal comando provinciale del Corpo Forestale dello Stato in collaborazione con la sezione di polizia giudiziaria della Forestale.

*** TUTTO SULL'INCHIESTA DI SPOLTORE