SANITA'

Laparoscopia tridimensionale: intervento eccezionale eseguito all’ospedale di Pescara

La tecnica sperimentale prevede occhiali e visione 3D

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Laparoscopia tridimensionale: intervento eccezionale eseguito all’ospedale di Pescara
PESCARA. Un intervento chirurgico laparoscopico con visione tridimensionale è stato eseguito ieri all’ospedale di Pescara dall’equipe del reparto di Ginecologia, diretta dal primario Maurizio Rosati.

Si trattava di una isterectomia radicale, cioè dell’asportazione dell’utero interessato da un tumore. Questo di Pescara è il primo intervento in Italia con questa tecnica di avanguardia ancora poco nota, ma dagli sviluppi imprevedibili per la precisione con cui consente di operare. Ed è il secondo in Europa, visto che in Francia un altro chirurgo ha usato la stessa tecnica, ma per un intervento su una patologia benigna.  La paziente operata ieri proviene da Trento, zona dove prima lavorava il nuovo primario Rosati, è poco più che trentenne ed era già stata operata lì una prima volta. Questo ha reso un pò più lungo l’intervento, che è durato circa 5 ore, per la presenza di tessuti cicatriziali che hanno ostacolato i chirurghi. In sala operatoria l’equipe composta dal primario e dai collaboratori Gian Nicola Cuneese, Francesco Verrocchi e Manuel Ianieri ha dunque indossato gli occhialini predisposti ed ha eseguito con successo l’intervento. La novità di questa laparoscopia consiste proprio nell’uso di questi occhiali. Si tratta di un’apparecchiatura ancora sperimentale con un’ottica prototipo che consente di “entrare” nell’addome con una visione tridimensionale assolutamente vicina alla realtà, vista nella sua profondità, proprio come al cinema. Così il campo operatorio è più netto e consente interventi più precisi ai chirurghi che seguono l’operazione attraverso un monitor.  Raggiunto telefonicamente in serata, il manager Claudio D’Amario ha confermato la notizia e si è ripromesso di parlarne oggi con lo stesso Rosati che ieri lo aveva informato ad intervento eseguito.
«E’ una bella notizia – ha dichiarato D’Amario – che può essere letta in due modi. Il primo è che la scelta di eccellenza premia sempre, come in questo caso. La seconda è che la paziente di Trento conferma un trend ormai in via di stabilizzazione e cioè la mobilità attiva verso la Asl di Pescara. Registriamo infatti numerosi interventi per questa pazienti che ci scelgono da fuori regione, senza dire dei successi internazionali come i rapporti con Israele».
Sebastiano Calella