GIULIANOVA

Stadio Fadini e partite “a porte chiuse”. Mastromauro scrive al ministro Cancellieri

La lettera è stata inviata anche a prefetto, questore e presidente della Lega calcio

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 Stadio Fadini e partite “a porte chiuse”. Mastromauro scrive al ministro Cancellieri
GIULIANOVA. Il sindaco Francesco Mastromauro ha inviato una sua nota ufficiale al ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, al prefetto e al questore di Teramo, al presidente della Lega Calcio di seconda divisione.

Il motivo? La vicenda dello stadio “Rubens Fadini” e l'obbligo di disputare le partite a “porte chiuse”.
la sanzione è imposta non per ragioni disciplinari, ma per alcune carenze documentali.
«Lo stadio», sottolinea il primo cittadino nella lettera, «è stato oggetto, nel tempo, di plurimi interventi di adeguamento ed è stato anche approvato, in fase preliminare, un progetto generale che ha incontrato il previo parere favorevole della Commissione Comunale di Vigilanza sui Locali di Pubblico Spettacolo».
Se, da un lato, non si disconoscono i vincoli, i rigidi vincoli di una legislazione in tema di pubblici spettacoli, il sindaco sottolinea «l’enorme difficoltà che la situazione di “raminghi” verso campi alternativi ed introvabili comporta alla squadra, destinata verso ingloriose sconfitte “a tavolino” dal quarto incontro in poi a porte chiuse, in ossequio alle “carte federali”».
«Una società calcistica, gloriosa soprattutto a livello giovanile», continua Mastromauro, «non merita l’oblio verso il quale, il perdurare di queste circostanze, inevitabilmente la sprofonderebbe. Tale situazione, tuttavia, è ben più generale atteso l’enorme numero di stadi e campi sportivi “non a norma” (sovente per ragioni formali) anche e soprattutto oltre i confini di Giulianova e, le domenicali ordinanze di sindaci “tifosi” ed affezionati al proprio territorio, a questo punto (se non altro per rispetto del principio di par condicio) non potranno più “preservare” dalle “porte chiuse”».
Il sindaco chiede di sapere se vi sono nel resto d’Italia, campi di calcio meritevoli di trattamenti a “porte chiuse” ma nei quali si gioca ancora “a porte aperte”. «Si confida nella sensibilità dei destinatari e si porgono vivi sensi di stima e cordialità».