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UdA, la candidata esclusa rinuncia alla sospensiva e chiede subito la discussione

La vicenda è quella che ha portato al licenziamento dell'ex dg Marco Napoleone

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UdA, la candidata esclusa rinuncia alla sospensiva e chiede subito la discussione
CHIETI. «Chiedo di rinunciare alla sospensiva e di fissare direttamente la data per la discussione sul merito, possibilmente in tempi brevi».

Colpo di scena nella guerra contro la nomina del nuovo direttore generale della d’Annunzio. Ieri infatti era il giorno del ricorso di Daniela Rapattoni, una delle candidate escluse dalla selezione che poi, con alterne vicende, ha portato alla nomina di Filippo Del Vecchio. Ed il suo ricorso era proprio per l’annullamento del bando con cui il rettore Cuccurullo ad ottobre aveva avviato la ricerca del successore di Marco Napoleone, licenziato in tronco ed anche lui per questo in guerra al Tar ed al Tribunale civile. In sostanza la candidata esclusa contesta di aver partecipato alla selezione per il posto da dg, come richiesto dal bando, ma di essere stata esclusa perché la commissione ha valutato il suo curriculum e quello degli altri candidati come se invece fosse alla ricerca di un direttore amministrativo, che è altra cosa. Di qui il ricorso e la richiesta di sospensiva per il bando. Ma intanto l’UdA ha nominato sia un primo direttore (Giovanni Cucullo, che si è dimesso subito) e poi un secondo, Filippo Del Vecchio in carica da pochi giorni. Per questo motivo l’avvocato Pierluigi Pennetta, che difende la candidata, aveva necessità di aggiornare il ricorso presentando motivi aggiuntivi: sarebbe stato inutile discutere della sospensiva di un bando che già aveva prodotto esiti pratici e sarebbe stato meglio aggiornarlo coinvolgendo nella discussione anche i meccanismi della nomina effettuata ed il curriculum del prescelto. Il che però non è stato possibile per l’opposizione della controparte e di qui è scaturita la rinuncia alla richiesta di sospensiva, con la proposta di accorpare la discussione sul merito con quella già decisa per il ricorso di Napoleone, prevista per il 21 giugno prossimo. Dunque una vicenda di strategie processuali, che nasconde però le tensioni ancora molto forti che ci sono dietro lo scontro Cuccurullo-Napoleone, trasformato da fatto amministrativo a vicenda personale. Tanto che ieri la rinuncia alla sospensiva da qualcuno - ad uso degli ultras contrapposti - è stata contrabbandata come una sconfitta di chi si oppone al rettore. Ma non è così. Nemmeno le sospensive concesse o negate dal Tar equivalgono ad una sconfitta o ad un vittoria, tanto meno lo può essere una rinuncia spontanea e motivata. Molto equilibrato invece il commento di Pierluigi Tenaglia, che difende l’UdA: «Nel processo amministrativo – spiega – il dominus, il vero padrone dell’azione legale è il ricorrente, cioè la Rapattoni che avrebbe potuto insistere. Se ha rinunciato, ha evidentemente ritenuto che non c’erano i presupposti per andare avanti. Ma la decisione vera ci sarà nella discussione di merito».
Sebastiano Calella