L'INCHIESTA

Inchiesta macerie, «la Procura ha valutato male gli atti»

Interrogatorio di garanzia per i quattro arrestati

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Inchiesta macerie, «la Procura ha valutato male gli atti»
L’AQUILA. Sono stati ascoltati ieri dal gip de L’Aquila il sindaco di Magliano dei Marsi Gianfranco Iacoboni, l’assessore Angelo Iacomini e i due imprenditori Franco e Sergio Celi.

Tutti hanno respinto al mittente le accuse mosse dalla procura de L’Aquila. I quattro sono stati arrestati nove giorni fa a seguito dell’inchiesta, partita nel 2010 con l’ascolto di alcune intercettazioni. I reati contestati sono corruzione, abuso d'ufficio, furto e violazioni ambientali.
Al momento dell’arresto sono scattati anche i sequestri per beni dal valore di 10 milioni tra cui una cava nella Marsica, parte di un impianto di calcestruzzo all'Aquila e sei ville a schiera a Carsoli.
«I fratelli Celi», hanno spiegato al termine dell’interrogatorio di garanzia gli avvocati Antonio Milo e Giancarlo Paris, «hanno risposto in maniera chiara e puntuale a tutte le contestazioni».
I due legali si sono detti soddisfatti, hanno avanzato l’istanza di revoca della misura degli arresti domiciliari al gip (che nei prossimi giorni dovrà decidere) e sottolineato che «la ditta Celi opera da sessant'anni nel mercato ed è sempre stata considerata di comprovata esperienza ed estrema professionalità».
Punta invece tutto sulla legittimità della delibera contestata dalla procura l’avvocato Leonardo Casciere che difende il sindaco di Magliano e l’assessore: «i due», ha raccontato l’avvocato al termine dell’interrogatorio, «hanno dimostrato senza ombra di dubbio che quella delibera è legittima e poteva essere emessa. Non c'è stato nessuno scambio di alcun genere».

LE PRESUNTE REGALIE
Secondo la tesi accusatoria, infatti, in cambio dell’atto pubblico «di favore» gli imprenditori avrebbero promesso l’ appoggio elettorale per la campagna elettorale del 2010 e soldi.
«L'assessore comunale Iacomini», ha detto ancora l’avvocato, «ha chiarito con certezza matematica che non c'è stata nessuna dazione di denaro per quanto riguarda la polisportiva».
Le presunte regalie consisterebbero, da ciò che emerge dal capo di imputazione in un presunto contributo alla Asd Monte Velino Magliano dei Marsi, in una cena presso un ristorante di Scurcola Marsicana e nell’assunzione di un operaio presso la ditta Celi.
La cena dice la difesa, è stata pagata dai consiglieri e dagli assessori intervenuti, la somma di denaro alla Monte Velino non è dato sapere se sia mai stata consegnata.
Casciere ha espresso anche dubbi sull’operato degli inquirenti: «sono stati valutati male gli atti o meglio, molti atti non li avevano ed oggi abbiamo presentato una memoria difensiva dove abbiamo dimostrato documentalmente che la delibera era legittima». Sempre secondo l’avvocato, « tutti gli atti sottostanti erano la prova che la Regione conosceva ed aveva autorizzato quella particella che era stata data a Celi per compensazione quindi noi non abbiamo dato nulla, non vi può essere corruzione perchè non abbiamo ottenuto nulla nè abbiamo dato».
Nell’ambito della stessa inchiesta sono indagati anche gli imprenditori Armido Frezza, Alessandro Arcangeli, Armando Romanelli e Marco Sanzi, di 52 anni. Ci sono anche l'ingegnere Volfango Millimaggi, il geometra Marcello Accili e Luigi Antonio Morgante cugino del sindaco, che per l'accusa ha ottenuto l'assunzione dalla ditta Celi in piena campagna elettorale. Per la difesa «l’impegno a richiedere l’assunzione di un onesto padre di famiglia appare preciso obbligo morale di un amministratore, attesa l’attuale situazione economica italiana».