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Dragaggio e misteri: Ispra chiede altro tempo per le analisi

Testa: «vado alla Corte dei Conti»

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  Dragaggio e misteri: Ispra chiede altro tempo per le analisi
PESCARA. Ormai non si capisce più se si deve ridere o piangere per quello che sta accadendo. Accadono cose che è impossibile decifrare, sapere e capire.

Le settimane passano e le risposte tardano ad arrivare. Pare impossibile, ad oggi, sapere se nella darsena del porto di commerciale di Pescara ci sia o meno il Ddt. La Procura de L’Aquila che nei mesi scorsi ha bloccato i lavori di dragaggio dice di sì. L’Arta dice di no. L’Ispra che dovrebbe valutare chi ha ragione chiede altro tempo. Eppure già da settimane si continua ad annunciare che le risposte stanno per arrivare, che la questione sarà chiarita a breve. Oggi nuovo rallentamento.
Che cosa c'è sotto questa storia che non fa onore agli enti pubblici? Se non fosse una battuta di cattivo gusto si potrebbe dire che il fondo è stato toccato da tempo.
L’Ispra, che il 13 gennaio scorso si è impegnata a fornire un giudizio rapidissimo a riguardo come organo super partes, dopo 55 giorni non si è ancora pronunciata definitivamente a riguardo e nei giorni scorsi si è rivolta all’Istituto superiore di sanità per effettuare un nuovo esame del materiale della darsena stessa.
Il mistero sul Ddt, se così si può chiamare definire, è ancora fitto.
E le voci che iniziano a circolare al momento sono destituite di fondamento e c'è chi parla di erroe marchiano della procura e chi invece dell'Arta, ad ogni modo una terza via non c'è e comunque vada sarà un insuccesso. E mentre si cerca una via dignitosa di uscita i problemi dei pescatori e del porto rimangono inchiodati.
Il commissario straordinario del dragaggio, Guerino Testa, non riesce a capacitarsi di quello che sta avvenendo: «mi trovo nel mezzo di una disputa tecnico-scientifica», si lamenta, «che appare non solo incomprensibile ma anche assurda e che sta generando un inaudito prolungamento dell’attesa».
Il dilatarsi dei tempi genera, a sua volta, problemi a non finire. A rimetterci sono la marineria, gli operatori commerciali e l’intero indotto, sottolinea Testa, che continua a dare tutta la propria solidarietà e la propria comprensione «nella consapevolezza, però, che ho lavorato e sto lavorando quotidianamente e ininterrottamente nel pieno rispetto della legge e delle procedure, supportato da tutti gli enti pubblici deputati ad esprimersi in questo delicatissimo ambito».
Testa sta seguendo «pedissequamente» le indicazioni di Arta, Ispra, Ministero dell’Ambiente e Protezione civile e si muove, ovviamente, sulla scia di una ordinanza della presidenza del Consiglio dei ministri.
In questa fase, considerata la mancanza di chiarezza su chi ha sbagliato cosa, e preso atto del fatto che non si riesce a chiarire se il Ddt sia o meno presente nella darsena commerciale per poi procedere con il dragaggio, il commissario sta prendendo in considerazione la possibilità di presentare una relazione circostanziata alla Corte dei Conti per valutare il danno erariale provocato da questa «vicenda inenarrabile e far emergere eventuali responsabilità».
«Non si può dimenticare, infatti, che tutto il lavoro svolto fino ad oggi dovrà essere liquidato», ha sottolineato Testa.
Ultimo dato: domani, a Roma, è stata convocata l’ennesima riunione tecnica. Era stata fissata per il 13 marzo ma il commissario ha chiesto di anticiparla «perché non c’è assolutamente più tempo da perdere. Uno spirito che tutti dovrebbero condividere».
Non resta che aspettare. Ancora.