AVEZZANO

Scuola Vivenza: alunni al sicuro?

L'Unione dei Marsi solleva il problema sulle vie di fuga. Attenzione massima dopo il terremoto

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 Scuola Vivenza: alunni al sicuro?
AVEZZANO. Una unica via di fuga a disposizione in caso di incendio o terremoto per gli studenti della scuola Vivenza di Avezzano.

Dopo il terremoto del 6 aprile del 2009, però, proprio quella via di fuga è stata ritenuta non sicura al cento per cento, tanto da imporre una prescrizione precisa: il deflusso non deve essere superiore ai 30 alunni per volta. L’Unione dei Marsi oggi si chiede se gli alunni sono al sicuro e perché non c’è il rispetto delle prescrizioni imposte quasi tre anni fa. Non esclude la possibilità di sottoporre la questione all’autorità giudiziaria «visto che è in gioco la sicurezza dei bambini»
Dopo il sisma l’amministrazione comunale di Avezzano incaricò l’ingegner De Cristofaro di verificare la stabilità della scuola media Vivenza attraverso l’esame della struttura. Nella perizia tecnica redatta, in data 11 settembre, e oggi portata nuovamente alla luce dall’Unione dei Marsi, la situazione che emergeva era chiara: «sulla porzione di fabbricato lato sud (ala attualmente inagibile) è stata riscontrata una qualità scadente di calcestruzzo con elevato volume di vuoti».
Anche le prescrizioni erano state precise: «per consentire l’uso parziale della scuola sarà vietato l’accesso degli alunni alle aule ed ai locali accessori a tutti i livelli. Sarà consentito l’uso controllato dell’ingresso-atrio e del vano scale attiguo. Il deflusso degli alunni attraverso l’atrio ed il vano scala dovrà essere limitato ad una sola classe per volta (massimo 30 persone)».
Ma ad oggi la situazione sarebbe ben diversa da quanto prescritto e l’Unione dei Marsi lancia l’allarme parlando di «noncuranza assoluta rispetto alle prescrizioni».
Al piano terra dell’ala non agibile sono infatti posizionati i distributori automatici delle bibite e delle merende, fanno notare dalla direzione del partito. Si tratta di prodotti destinati agli utenti della scuola e la loro presenza in prossimità degli erogatori è «ovvia e continua»
L’ingresso atrio viene utilizzato come zona di transito per entrare e uscire dalla struttura, «senza che su di essa venga effettuato ovviamente un controllo del numero massimo di persone presenti contemporaneamente sul solaio che in tal modo viene sovraccaricato».
L’ingresso in questione è l’unico presente nella scuola per cui è anche quello destinato ad essere utilizzato dagli studenti come via di fuga in caso di terremoto o incendio.
L’Unione dei Marsi denuncia dunque «una situazione di pericolo» non solo nell’utilizzo normale e quotidiano dell’ingresso per la presenza di troppe persone contemporaneamente, ma soprattutto in caso di emergenza anche perché è l’unica via di fuga per gli alunni così come indicato nel piano di emergenza ed evacuazione».
Il partito chiede di sapere come mai il piano di evacuazione non tiene conto del certificato di idoneità statica e come mai si è deciso di tener conto della perizia tecnica esclusivamente per la parte riguardante la chiusura di un’ala scolastica ritenuta inaginile, dimenticando completamente quella riferita alla precarietà del solaio della zona ingresso atrio? Dobbiamo aspettare la fatalità degli eventi o è il caso di intervenire prima?