OMICIDIO MELANIA REA

«Parolisi non voleva andare a Colle San Marco»

Nuovi racconti dell’amante dell’unico indiziato per l’omicidio di Melania

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 «Parolisi non voleva andare a Colle San Marco»
TERAMO. L’ultimo pomeriggio passato insieme da Melania Rea e Salvatore Parolisi è stato a Colle San Marco.


I due hanno portato lì la bambina a giocare sulle altalene, ha sempre raccontato il caporal maggiore, e da lì la donna si sarebbe allontanata da sola con la scusa di andare in bagno. Poi non ha fatto più ritorno.
Secondo i rilievi della procura di Teramo, però, il cellulare di Melania non ha mai agganciato la cella di Pianoro di colle San Marco. Il sospetto avanzato nei mesi scorsi è che i due non siano mai stati lì, dove nessun passante ha mai visto la coppia di sposi con la bambina e nessuno ricorda l’auto di Parolisi.
Ma adesso salta fuori anche un nuovo tassello. L’amante del caporal maggiore, unico sospettato di aver ucciso la giovane mamma di Somma Vesuviana, ha raccontato agli inquirenti che il giorno della scomparsa di Melania Salvatore non aveva alcuna intenzione di andare a Colle San Marco.
Lo aveva detto anche a sua moglie: lui avrebbe preferito andare a correre nel parchetto poco distante da casa, Villa Pigna, (dove è stato ritrovato il cellulare abbandonato che Parolisi utilizzava per le conversazioni con Ludovica). In realtà Salvatore andava lì non solo per fare jogging ma anche per telefonare all’amante. Ed è proprio Ludovica a raccontare cosa è successo nelle ore precedenti al delitto. Il verbale dell’interrogatorio è stato svelato ieri sera dalla trasmissione ‘Chi l’ha visto?’.
I due si sentiti proprio il 18 aprile, giorno della scomparsa di Melania (e giorno, dice la procura, in cui la donna è stata uccisa): «Parolisi mi aveva detto: io dopo pranzo vado a correre un’oretta». La chiamata, in realtà, non arrivò e lei, ha raccontato ai magistrati, aveva pensato: «vabbè non ci sarà andato (al parco a correre, ndr)»
Parolisi chiamò l’amante solo il mattino seguente, alle 10, quando la scomparsa di Melania era già ufficializzata. Il caporalmaggiore le racconterà che la donna non si trovava più: «io volevo andare a correre», disse Parolisi alla giovane soldatessa, «ma Melania s’è impuntata per andare a Colle San Marco. Tra l’altro era pure inutile andarci…tra che arrivavi, stavi così… e dovevamo tornare. Al che la moglie…’ah, no..tu voi sempre andare a correre non stai mai con la bambina’. Allora no, andiamo a Colle San Marco…per non fare sempre una discussione su una cosa stupida , vabbè andiamo là tanto a te ti chiamo domani mattina».
Nelle ore seguenti al delitto Parolisi si recherà più volte in caserma, dove secondo gli inquirenti, era impegnato a nascondere le prove delle sue relazioni extraconiugali (il vero movente, secondo l’accusa).
Non sono mai stati ritrovati i regali di Ludovica a Salvatore così come le lettere che presumibilmente erano custodite nell’armadietto del soldato. Non è stata mai ritrovata la borsa che Parolisi aveva comprato per Ludovica (che non ha mai avuto l’occasione di darle) simile a quella che Melania indossava il giorno della scomparsa nelle immagini riprese delle telecamere a circuito chiuso di un supermercato. Così come non è mai stata trovata l’arma del delitto e i vestiti che, secondo la procura, Parolisi indossava quando ha ucciso sua moglie. Il prossimo 12 marzo comincerà il processo contro il caporal maggiore. Tutta la famiglia Rea, compresa la piccola Vittoria, si è costituita parte civile. Il dibattimento si terrà a porte chiuse. 

* TUTTE LE CONTRADDIZIONI DI PAROLISI