MAGLIANO DEI MARSI

Magliano dei Marsi dopo gli arresti, Mordini: «io tagliata fuori»

La consigliera di maggioranza rimette le proprie deleghe

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 Magliano dei Marsi dopo gli arresti, Mordini: «io tagliata fuori»
MAGLIANO DEI MARSI. Dopo l’arresto del sindaco Gianfranco Iacoboni e Angelo Iacomini, assessore ai lavori pubblici la consigliera comunale Ester Mordini fa un passo indietro e ha rimesso le deleghe.

Non è passata in minoranza, come qualcuno ha sostenuto. Nel corso del Consiglio comunale di lunedì scorso, il primo dopo gli arresti, Mordini ha manifestato «sul piano umano» vicinanza al
sindaco Iacoboni e all’assessore Iacomini e ha ammesso di essere rimasta «incredula ed esterrefatta», di fronte a quanto accaduto.
La consigliera ha detto di credere «fermamente nei principi della legalità e nella necessità di una integrale onestà che, oggi più che mai, deve appartenere a chi ricopre cariche pubbliche; penso che la giustizia debba senza ostacoli fare il suo corso e, con i mezzi che ha a disposizione, accertare ogni responsabilità e ogni eventuale comportamento illegale, attuato nell’esercizio di pubbliche funzioni, e ciò a tutela del bene pubblico e di tutti noi maglianesi, nel rispetto della fiducia che i cittadini devono poter riporre in chi amministra la cosa pubblica».
Mordini ha inoltre riportato un disagio politico, «vissuto in questi ultimi mesi», che aveva già deciso di palesare nel primo consiglio comunale utile ma di cui ha potuto parlare solo lunedì.
La consigliera parla dunque della sua difficoltà di operare, «nell’ultimo periodo», in qualità di consigliere delegato, «nonostante tutti gli sforzi», rispetto alle deleghe che le sono state assegnate dal sindaco con atto del 22 aprile 2010, su ambiente, cultura e turismo e istruzione.
«Sono sempre stata dalla parte di chi crede che l’attività di amministratore dovesse svolgersi innanzitutto informandosi ad uno spirito di servizio per la comunità, e con questo spirito, mettendo in gioco con umiltà capacità e competenze, ho cercato di amministrare il bene comune. A prescindere da quanto accaduto negli scorsi giorni, da alcuni mesi», racconta, «avevo preso atto, con grande sofferenza, che non potessero più esserci i presupposti di fiducia tra me e questa giunta, per poter onorare le deleghe assegnatemi».
Mordini racconta che «soprattutto per quanto concerne l’ambiente», nonostante avesse cercato «in tutti i modi di collaborare» con l’assessorato, lavorando sia in attività di sensibilizzazione e di promozione ambientale sia entrando nel merito di questo settore , «sono stata tagliata fuori da ogni decisione o scelta amministrativa. Inoltre vi e’ stata una, credo voluta, mancanza di comunicazione e di coordinamento e, a fronte di questo, una costante azione volta ad ostacolare e a ridimensionare il mio operato».
Mordini annuncia che non si dimette però dall’incarico di consigliere comunale: «per rispettare fino in fondo la volontà». Vuole però «prendere le distanze dal modus operandi attuale, dal momento che sono venute a mancare, nonostante tutti i miei sforzi, le condizioni stesse per operare in fiducia: ritengo dunque di fare un atto politico corretto e doveroso, nel rimettere al vicesindaco, facente funzioni del sindaco sospeso dall’incarico con atto prefettizio , le deleghe assegnatemi».