PESCARA

Codice etico per Pescara Parcheggi: «se gli amministratori delinquono le casse pubbliche sono salve»

La società partecipata pubblica non risponde del reato commesso dai suoi dipendenti

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Codice etico per Pescara Parcheggi: «se gli amministratori delinquono le casse pubbliche sono salve»
PESCARA. La società Pescara Parcheggi si è dotata del Codice Etico, un vademecum di iniziative e attività utili a impedire e prevenire reati contro la pubblica amministrazione.

Il Codice è stato già adottato dall’Assemblea stessa di Pescara Parcheggi: «ci consentirà», ha spiegato il presidente della Commissione Finanze Renato Ranieri, «di tutelare il socio, in questo caso il Comune di Pescara, da eventuali reati commessi da amministratori o consulenti della società, sui quali ricade la responsabilità diretta delle proprie azioni, scongiurando ricadute sulle casse comunali».
Il Decreto legislativo 231 del 2001 ha introdotto il principio della responsabilità amministrativa e penale delle imprese e società dotate o meno di personalità giuridica per specifiche tipologie di reato commesse da propri amministratori, dirigenti, personale dipendente e consulenti. «Nello specifico», spiega Ranieri, «parliamo di reati contro la Pubblica amministrazione, ossia corruzione, truffa, frode informativa, malversazione di fondi pubblici; reati societari come il falso in bilancio, illegale ripartizione di utili e aggiotaggio; reati contro la fede pubblica, reati informatici, associazione a delinquere, reati con finalità terroristica, abusi di mercato, illeciti legati al crimine internazionale organizzato, reati in materia di violazione del diritto d’autore, ricettazione, riciclaggio, impiego di denaro di provenienza illecita sino all’omicidio colposo. Le sanzioni che possono applicarsi direttamente in danno alla società sono di natura economica e interdittiva, tuttavia la società partecipata pubblica non risponde del reato commesso dai suoi dipendenti, amministratori o soggetti apicali se prova l’avvenuta adozione ed efficace attuazione, precedente alla commissione del reato, di modelli di gestione, organizzazione e controllo idonei a prevenire e neutralizzare tali tipologie di reati».
E contestualmente la società deve anche aver nominato un Organismo di Vigilanza con il compito di sorvegliare e monitorare l’attuazione delle procedure. Lo stesso Decreto stabilisce che la società partecipata non risponde della responsabilità e non è soggetta a sanzioni se prova che l’Organo dirigente ha adottato e attuato in modo efficace modelli di organizzazione e gestione idonei a prevenire reati; il compito di vigilare sul funzionamento dei modelli e di curare il loro aggiornamento è stato affidato a un organismo dell’Ente dotato di autonomi poteri di vigilanza e controllo; infine che le persone hanno commesso il reato eludendo in modo fraudolento i modelli di organizzazione e gestione; non vi è stata omessa o insufficiente vigilanza.
«Il Comune di Pescara, con delibera del 28 febbraio scorso – ha proseguito il presidente Ranieri –, ha riconosciuto l’importanza del principio di legalità, trasparenza, eticità, lealtà e correttezza dell’operato delle società partecipate del Comune nell’affidamento, esercizio ed espletamento dei servizi di pubblica utilità. E in ottemperanza a tale delibera l’Assemblea di Pescara Parcheggi ha adottato il proprio Codice Etico come stabilito nella 231 che prevede una serie di attività di analisi e di revisione dell’organizzazione interna».
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