LA DENUNCIA

Montesilvano, autoparco-discarica. «Soldi pubblici accatastati al sole»

Un cittadino indignato: «gli scuolabus hanno poco spazio»

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 Montesilvano, autoparco-discarica. «Soldi pubblici accatastati al sole»
MONTESILVANO. Rifiuti ammassati, vecchi scaffali, carcasse di computer, motoveicoli, tubi en plein air, “soldi pubblici” al sole e cumuli di sale in bella vista.

Non si tratta di una discarica a cielo aperto ma dell’autoparco del Comune di Montesilvano destinato, in teoria, ai mezzi pubblici, in particolare scuolabus.
La segnalazione arriva da, Giovanni Scaburri della associazione Club Giamel, e le immagini parlano da sole. Quello che dovrebbe essere un ricovero per bus somiglia più ad un centro rottami.
«In quell’area», segnala Scaburri, «si trova tutto quello che non serve, o meglio serve ad assottigliare lo spazio per i mezzi pubblici».
Ad indignare il cittadino è la presenza sia all'esterno, che all'interno dell’area, di ben due magazzini. Di cui uno, secondo l’uomo, costruito apposta per metterci il materiale che oggi giace fuori».

IL BELVEDERE

Non manca proprio nulla tra i rottami accantonati nell’autoparco. Ci sono lampioni rotti, montagne di cartoni con dentro materiale di ogni genere, sedie di plastica ammassate, centinaia e centinaia, forse migliaia di porta numeri civici in ceramica, abbandonati all'interno del capannone e materassi lasciati fuori a marcire.
Tra quel materiale, da buttare, rottamare, catalogare, fa capolino persino una cucina che i marinai austriaci donarono ai colleghi di Montesilvano. Dulcis in fundo sulla superficie dell’autoparco si osservano collinette di sale per sciogliere neve e ghiaccio probabilmente utilizzato in occasione dell’emergenza neve e poi lasciato lì. «Speriamo», si augura Scamurri, «che almeno quelle colline vengano tolte prima che arrivi il caldo, altrimenti, il sale sciogliendosi, produrrà buchi grandi tanto quanto le colline». Infine l’uomo non trattiene lo sfogo e bacchetta l’amministrazione.
«Il Comune ha acquistato quella roba con soldi pubblici», dice, «uno sperpero di denaro pubblico incredibile, una incuria unica, un menefreghismo totale…Qualcuno si ricorda che quelli sono soldi dei cittadini?».