L'AQUILA

Inquinamento da fitofarmaci: sequestrata area di 4 mila metri quadri

In zona ci sono anche gli uffici dell’Arta Abruzzo

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 Inquinamento da fitofarmaci: sequestrata area di 4 mila metri quadri
PAGANICA. I carabinieri di Paganica hanno sottoposto a sequestro un’area di oltre 4.000 metri quadrati.

La zona comprende un capannone industriale già sede della dismessa Agriformula S.r.l. (società operante nel settore della produzione di anticrittogamici e veleni utilizzati nel settore agricolo) ed attualmente sede della Polven.Res S.r.l., società dello stesso comparto produttivo che, tuttavia, ad oggi non ha ancora avviato alcun tipo di produzione. Il capannone, infatti, al momento è impiegato dalla proprietà, come autorimessa ed officina meccanica per automezzi pesanti del settore edile, mentre altra parte della struttura viene adibita a stoccaggio di macerie.
Il sito in questione, sin dagli anni ’70 è stato utilizzato da varie società per la produzione di pesticidi utilizzati nel campo agricolo.
L’indagine della procura de L’Aquila è nata a seguito di un esposto pervenuto verso la meta del mese di dicembre 2011 sia alla magistratura che alla stazione dei carabinieri di Paganica, coordinati dal comando provinciale diretto dal colonnello Andrea Ronchey.
I militari, su delega dell’autorità giudiziaria, hanno svolto una minuziosa attività investigativa che ha permesso di riscontrare gravi difformità in tema di delitti ambientali. E’ stata eseguita una scrupolosa campionatura del terreno, in tutta l’area di interesse (una superficie di circa 15.000 mq), dove hanno sede vari uffici, tra cui l’Arta (Agenzia Regionale per la Tutela dell’Ambiente)Abruzzo. Le analisi di laboratorio eseguite sul terreno, sono risultate positive su 62 campioni totali, con il superamento, dei livelli di inquinamento da fitofarmaci (Fosalone – insetticida bandita dall’U.E., idrocarburi pesanti ed altro). Se l’area occupata dagli uffici Arta ha fatto registrare su alcuni campioni livelli fino a 10 volte superiori alla norma, nell’area sottoposta a sequestro (ove, tra l’altro, venivano impiegati ignari operai) i valori, in altri casi, hanno superato di oltre 100 volte il limite massimo consentito dalla normativa vigente. I risultati di laboratorio, considerato che la produzione degli anticrittogamici e dei veleni in questione ha avuto termine nell’anno 2008 con la società Isacro S.p.a., sono indicativi di come, secondo gli inquirenti, anche a distanza di ben 4 anni, i livelli di inquinamento siano ancora gravemente nocivi per la salute dei lavoratori che in essi prestano servizio. L’area in questione, è stata delimitata e sottoposta a sequestro penale. Ai titolari dell’azienda responsabile è stata contestualmente notificata informazione di garanzia per rimozione od omissione dolosa di cautele contro infortuni sul lavoro e reati in materia ambientale.