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Crollo convitto, il 6 luglio requisitoria del pm

All’interno della struttura persero la vita tre ragazzi

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Crollo convitto, il 6 luglio requisitoria del pm
L’AQUILA. E' stata rinviata al 6 luglio, l'udienza dibattimentale sul crollo del Convitto nazionale in cui persero la vita tre minori a seguito del sisma del 6 aprile 2009.

A chiedere il rinvio, sono stati oggi, l'avvocato Giovanni Geppia, del Foro di Teramo, (in rappresentanza della Provincia dell'Aquila) e l'avvocato Massimo Lucci (in rappresentanza del Convitto nazionale), enti entrati nel processo quali responsabili civili. I due avvocati hanno annunciato l'intenzione di dare avvio nei prossimi giorni, con le rispettive compagnie assicuratrici, ad una serie di visite mediche ed incontri con le parti offese con lo scopo di soddisfare le istanze risarcitorie che ammontano a circa 4 milioni di euro, somma da dividere ugualmente tra i due enti citati.
Sotto accusa, per omicidio colposo e lesioni, il preside del Convitto Livio Bearzi e il dirigente provinciale Vincenzo Mazzotta.
Il preside e il dirigente della Provincia (ente che gestisce alcune strutture scolastiche) sono imputati di omicidio colposo e lesioni colpose. Il preside non avrebbe mai sottoposto la vecchia struttura ai restauri. Inoltre non sarebbe mai stato redatto un piano per la sicurezza. A Mazzotta sono mosse contestazioni simili. Tra le accuse al preside la mancata evacuazione dell'edificio realizzato oltre un secolo fa.
Il 6 luglio è in programma la requisitoria del pm titolare dell’inchiesta, Fabio Picuti. All’interno del Convitto persero la vita Luigi Cellini di 15 anni originario di Trasacco, Ondreiy Nouzovsky, 17 anni e Marta Zelena, 16 anni.