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Discarica Piano di Sacco, pressioni sulla Provincia: «rivedere il progetto»

La richiesta arriva dal vice sindaco di Città Sant’Angelo

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Discarica Piano di Sacco, pressioni sulla Provincia: «rivedere il progetto»
CITTA’ SANT’ANGELO. Il segretario provinciale dei Comunisti Italiani e vice sindaco di Città Sant'Angelo e Pierpaolo Di Brigida hanno spedito una lettera a tutti gli amministratori della Provincia di Pescara.

Una missiva con la quale si vuole mettere a conoscenza tutti gli eletti del Consiglio provinciale e i componenti della Giunta Testa «dei danni e dei rischi elevati che potrebbe comportare una discarica ubicata a Piano di Sacco sul piano ambientale, sanitario e sociale», sottolinea Fernando Fabbiani: «l'agricoltura, l'enogastronomia, il turismo, le biodiversità, le tipicità e le specialità tradizionali subiranno penalizzazioni letali e ogni sviluppo sarà danneggiato in quella zona. Il sito individuato per la futura discarica presenta vari aspetti penalizzanti ed escludenti già stabiliti dalla Regione Abruzzo, il nostro no è motivato su ogni aspetto, pertanto chiediamo la massima attenzione per una valutazione attenta».
Il Piano, adottato il 14 dicembre scorso dal Consiglio Provinciale non ha ottenuto ancora "il parere di conformità" da parte della Regione Abruzzo, di fatto il procedimento deve ripartire con una nuova adozione in Consiglio Provinciale di Pescara. Con la lettera si chiede di rivedere la previsione della discarica. Al presidente della Provincia Guerino Testa, già nel luglio scorso fu indirizzata una lettera aperta, «forse non valutata fino in fondo», ipotizza oggi Fabbiani.
A gennaio dopo l'adozione del Consiglio Provinciale è stato affisso un manifesto nei quattro comuni coinvolti (Città Sant'Angelo, Elice, Picciano e Collecorvino) che motivava le ragioni del no alla discarica.
«La futura discarica», sottolinea il vice sindaco, «si insedierebbe in un’ansa del fiume Fino, a ridosso di una superficie boscata tutelata per legge, in un’area di alto pregio facente parte del “Parco Rurale del Fino”. Inoltre l’area è interessata da un SIN (Sito di Interesse Nazionale) delimitato dal Ministero dell’Ambiente, all’interno del quale già esiste una discarica da bonificare e/o da riaprire nella vicina località “Caparrone” di Collecorvino. Inoltre sarà prossima l’apertura di una Centrale termoelettrica in contrada “Le Piane” di Picciano».
Ma non finiscono qui i dubbi. «La futura discarica», continua Fabbiani, «si insedierebbe in una zona inserita nel Piano di difesa alluvioni della Regione Abruzzo con vincolo idrogeologico e soggetta ad esondazione, dove il livello della falda acquifera si trova appena sotto la superficie del terreno fertile e coltivato».
Sempre nella stessa zona c’è una forte vocazione «con coltivazioni di pregio e di grande valore economico con produzioni di qualità, biologiche, integrate e tipiche tutelate da marchi Doc-Dop-Igp-Docg, dove le attività dell’Alimentazione, della Ristorazione e dell’Agricoltura sono fortemente radicate ed attive».