LA DENUNCIA

Pianella, ingiunzione di pagamento milionaria. Filippone: «dissesto vicino»

Chiesti oltre 2 mln di euro da Ambiente spa

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Pianella, ingiunzione di pagamento milionaria. Filippone: «dissesto vicino»
PIANELLA. Ingiunzioni di pagamento, debiti non sanati, contenziosi aperti e chi più ne ha più ne metta.

Così il capogruppo di “Rinasce Pianella” Gianni Filippone descrive la situazione amministrativa del Comune di Pianella. «Oltre 2 mln di euro la somma richiesta al comune da Ambiente spa per fatture non pagate». Ed  i consiglieri chiedono lumi.
«Una situazione al tracollo». Filippone non risparmia allarmismi e preoccupazione per la situazione economica del Comune. Secondo il capogruppo le ingiunzioni di pagamento  verso l’Ente sono all’ordine del giorno. Nei giorni scorsi, racconta, la società Ambiente spa che gestisce la raccolta rifiuti ha notificato un’ingiunzione di pagamento all’Ente per oltre due milioni di euro (esattamente € 2.149.365,80), per 66 fatture del servizio di nettezza urbana non pagate dal 30 Novembre 2008 al 1 Settembre 2011.
Il Tribunale di Pescara, sezione distaccata del Tribunale di Penne, ha chiesto al Comune di Pianella di sanare immediatamente (entro 40 giorni)  la somma complessiva di 2.149.365,80 euro. A questo si sommano altri capitoli negativi del bilancio, secondo Filippone «tra i quali i debiti di € 200.000,00 legati ai contratti Swap - Derivati, debiti per l’ asilo nido - Arcobaleno s.r.l. per  circa € 300.000,00, debiti con la Deco s.p.a. per € 800.000». E ancora, i conti in sospeso segnalati dai consiglieri Marco Pozzi, Alessandro Minetti e Antonio Faieta verso l’Istituto San Camillo De Lellis per 36.000 euro o i crediti verso il  Ministero di Grazia e Giustizia (300.000 euro) non ancora riscossi.
«Il nostro lavoro di controllo», spiega Filippone, «le puntuali segnalazioni e le proposte sono state sempre bocciate dal sindaco e dalla maggioranza».
 
«SIAMO PREOCCUPATI»

«Siamo estremamente preoccupati circa le possibilità dell’ente di far fronte alle richieste di pagamento», tuonano  i consiglieri Marco Pozzi, Alessandro Minetti e Antonio Faieta che il 27-02-2012 hanno protocollato una lettera chiedendo chiarimenti al sindaco sulle ingiunzioni ed i vari pagamenti e su importanti argomenti del bilancio comunale.
In particolare i consiglieri proponevano soluzioni alternative per riassestare la macchina amministrativa come lo scioglimento della società Arcobaleno e l’affidamento a terzi dell’asilo nido mediante gara pubblica, la riduzione del personale o liquidazione della società Risco Pescara in considerazione del mancato affidamento di servizi da parte degli altri comuni che fanno parte della compagnia sociale, il ripristino della gestione diretta dell’ufficio tributi da parte del Comune senza intermediari né pubblici né privati; last but not least l’acquisto di un software già collaudato per la gestione tributi visto che il tecnico informatico che opera presso la società Risco, secondo i consiglieri, «viene a costare 40.000 euro all’anno».
m.b.