LA SENTENZA

Torrevecchia, condanna per ex sindaco: 1.000 euro alla Asl di Chieti

Aveva archiviato un verbale di illecito

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Torrevecchia, condanna per ex sindaco: 1.000 euro alla Asl di Chieti
TORREVECCHIA TEATINA. L’ex sindaco di Torrevecchia Teatina, Marino Mincone, deve risarcire la Asl di Chieti per una somma di 1.000 euro.

A deciderlo una sentenza della Corte dei Conti del  6 aprile 2011. L’ex sindaco avrebbe archiviato un verbale di illecito amministrativo con cui i carabinieri segnalavano la mancanza di condizioni igieniche  in alcuni locali di Nicola Ginobile, titolare di una ditta per la lavorazione di prodotti a base di carne.
«Ho interpretato il doppio verbale in buona fede», la difesa di Mincone.
Tutto parte dalla segnalazione dei Nas di Pescara che, in seguito a controlli, avevano riscontrato il mancato rispetto dei requisiti generali d’igiene in alcuni locali di Nicola Ginobile. In particolare, «erano state trovate muffe sul soffitto e sulle pareti dei vani adibiti a spogliatoi e servizi igienici. Il locale, inoltre, richiedeva il rifacimento della tinteggiatura dopo il verificarsi di un incendio». La legge stabilisce per l’inosservanza di questi parametri  una sanzione amministrativa  (a carico del titolare) che va da 500 a 3.000 euro.
Di qui la segnalazione dei carabinieri al sindaco Mincone che decise però di archiviare il verbale di contestazione. Secondo il sindaco, infatti, «i carabinieri avrebbero dovuto prima riscontrare l’illecito, comunicare al titolare dell’attività le soluzioni da mettere in atto, e poi, eventualmente  attivare un secondo verbale per la contestazione dell’illecito».
Il decreto legislativo n. 193 del 2007 prevede che «l’autorità competente dopo aver riscontrato inadeguatezze nei requisiti in questione fissi un termine di tempo entro il quale tali problemi  devono essere eliminati. Il mancato adempimento entro i termini stabiliti è punito con la sanzione amministrativa da euro 1.000 a euro 6.000. Ma la legislazione prevede anche una sanzione da 500 a 3.000 euro per il mancato rispetto dei requisiti igienici».
L’interpretazione di Mincone, quindi, non è stata accettata dai magistrati Martino Colella, presidente, Giacinto Dammicco, Federico Pepe che lo hanno condannato al risarcimento nei confronti della Asl di Chieti.
L’ex primo cittadino nell’audizione personale del 9 novembre 2010, affermava di avere adottato l’interpretazione del doppio verbale in buona fede anche perché aveva ricevuto assicurazioni da parte degli uffici comunali.

m.b.