AMBIENTE & ENERGIA

Il sindaco di Civitella: «bloccare l’appalto della centrale di Gessopalena»

La battaglia infinita contro l’impianto: ora spuntano falle nella procedura

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Il sindaco di Civitella: «bloccare l’appalto della centrale di Gessopalena»
GESSOPALENA. Forse non saranno solo le preoccupazioni per salvare i pesci, la lontra ed il gambero di fiume a bloccare la centrale idroelettrica sull’Aventino che il Comune di Gessopalena vuole realizzare.

E’ di ieri il nuovo appello del sindaco di Civitella Messer Raimondo a sospendere l’appalto in attesa del perfezionamento della documentazione, così come richiesto dal Ministero. In realtà il problema potrebbe essere questo: la documentazione che via via viene alla luce potrebbe essere carente in alcune autorizzazioni che per alcuni sarebbero necessarie.
L’ennesimo invito di Paolo Di Guglielmo, sindaco di Civitella Messer Raimondo, è stato lanciato ieri in una battaglia senza fine al suo collega Antonio Innaurato, sindaco di Gessopalena, per la sospensione dell’appalto già avviato. Invito che per conoscenza è stato notificato anche al prefetto di Chieti, coinvolto dallo stesso sindaco di Gessopalena che minaccia di restituire la fascia tricolore, cioè di dimettersi.
Dice comunque il primo cittadino  di Civitella:«visto che il ministero ti chiede la valutazione di incidenza ambientale, vista la necessità di tutelare alcune specie animali, come la lontra ed il gambero di fiume, visto che devi rinnovare l’autorizzazione paesaggistica che è scaduta, sospendi intanto l’aggiudicazione che potrebbe essere illegittima ed esporre il tuo Comune a risarcimenti».
Insomma un appello al buon senso che evita i toni della polemica politica, che è pur sempre in agguato: sembra che ora solo il Pd sia favorevole alla centrale. Intanto dalla lettura delle planimetrie disponibili tra i residenti emerge qualche dubbio sugli aspetti pratici del progetto: chi vive in zona sa per esperienza diretta che in caso di piena il lago “risale” a monte verso il fiume che lo alimenta e rischia così di inghiottire la centrale. Dunque se da una parte l’impianto rischia per molti mesi all’anno di non avere acqua a sufficienza per funzionare, può capitare anche l’opposto? Cioè si rischia il blocco in caso di troppa acqua? Basta infatti dare un’occhiata all’elenco delle ditte da espropriare, cioè dei terreni che servono all’impianto, e si scopre che al numero 60 c’è l’Aceaelectrabel produzione di Roma: sarebbe il massimo se si trattasse del letto del fiume che si allaga in caso di piena. Un chiarimento sulle quote del progetto rispetto al livello del lago non guasterebbe.
Sebastiano Calella