RIFIUTI

Emergenza rifiuti: per ora si parla. Soluzioni rimandate

Nuovo incontro interlocutorio ma di decisioni nemmeno l’ombra

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Emergenza rifiuti: per ora si parla. Soluzioni rimandate
ABRUZZO. Si continuano a vagliare opzioni, ipotesi e soluzioni alternative che possano scongiurare la emergenza rifiuti.

Gli amministratori pubblici della vallata del Pescara continuano a rassicurare che non vi saranno scenari stile Napoli con strade invase dalla immondizia.
Ieri nel corso del nuovo vertice i Comuni di Pescara, Chieti e la Regione Abruzzo hanno vagliato un piano di possibili soluzioni tecniche che però meritano ulteriori approfondimenti per verificare la possibilità di portare i rifiuti di Pescara in impianti alternativi a quello di Casoni di Chieti.
Il problema è la saturazione della discarica di Colle Cese dove sono stati sversati rifiuti negli ultimi anni, rifiuti provenienti anche da altre province come quella di Teramo, la cui emergenza è iniziata molto tempo prima.
Entro mercoledì vi sarà un nuovo incontro istituzionale e forse la decisione.
Hanno partecipato all’incontro di ieri l’assessore all’Ambiente Isabella Del Trecco, l’assessore regionale Mauro Di Dalmazio, l’assessore alla Pesca e all’Agricoltura Mauro Febbo, i rappresentanti del Comune di Chieti, e del direttore generale del Comune di Pescara Stefano Ilari.
«All’ordine del giorno – ha ricordato l’assessore Del Trecco – c’era sempre la necessità di individuare, con una certa premura, un impianto in cui poter portare i rifiuti di Pescara a partire dal prossimo 11 marzo, quando, come annunciato dalla Deco, Colle Cese non sarà più disponibile. Sono ormai almeno tre mesi che stiamo portando avanti un dialogo serrato e collaborativo, quasi quotidiano, con la Regione Abruzzo e con il Comune di Chieti che sta manifestando difficoltà anche dinanzi a un’ipotesi di accoglimento provvisorio dei rifiuti del capoluogo adriatico».
Intanto Ambiente Spa, la società che si occupa dell’igiene urbana, ha avviato nei giorni scorsi le procedure di gara per individuare un nuovo impianto di conferimento, ma per arrivare al termine occorreranno almeno 5 mesi e forse bisognava partire un po’ prima.
Alessio Di Pasquale, portavoce del Comitato No Rifiuti a Fosso Grande chiede invece al presidente Gianni Chiodi di firmare l’ordinanza immediata per smaltire il pattume a Chieti
«La Regione Abruzzo dispone di una riserva volumetrica, all’interno delle discariche, pari al cinque per cento della capacità. Questo significa che all’interno di un impianto di un milione di metri cubi la Regione può utilizzarne ben cinquantamila in caso di emergenza – aggiunge Di Pasquale – e questo è proprio il momento di attingere alla riserva strategica per evitare una ulteriore emergenza».
La soluzione teatina, secondo il Comitato, è quella «più ovvia, pratica e prevista dalla legge» grazie all’articolo 25 del “decreto liberalizzazioni” il quale prevede che in caso di esaurimento di una discarica, il pattume venga smaltito nell’impianto più vicino a prezzi già concordati.
«Le soluzioni di Sulmona o Lanciano non sono buone per le tasche dei cittadini che sarebbero costretti a far viaggiare i rifiuti con i camion per centinaia di chilometri causando un aggravio dei costi – prosegue il portavoce – che verrebbero caricate sulle bollette, mentre il via vai di tir contribuirebbe esclusivamente ad un peggioramento della qualità dell’aria che respiriamo quotidianamente».