IL CASO

Paralizzato è in carcere «perchè pericoloso»: esposto contro gip, pm, medici e carcere

Di Nunzio accusato di aver ammazzato la madre è tetraplegico «dopo aver tentato il suicidio»

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Paralizzato è in carcere «perchè pericoloso»: esposto contro gip, pm, medici e carcere
TERAMO. Valentino Di Nunzio è completamente paralizzato presso il Reparto di Rianimazione di Teramo.

A 28 settembre 2011 il ragazzo di Manoppelo ha ucciso la madre. A febbraio 2011, rinchiuso nel carcere di Teramo, si è gettato di testa dal letto a castello della sua cella. E’ rimasto paralizzato ai quattro arti.
I sanitari sperano di dimetterlo quando sarà in grado di respirare da solo. Oggi, dopo aver subìto la tracheotomia, racconta il suo legale Isidoro Malandra, ha bisogno della ventilazione assistita essendo stato interessato dalla paralisi anche l’apparato respiratorio.
Nei giorni scorsi l’avvocato non aveva risparmiato critiche alla Procura di Pescara  in quanto il gip Gianluca Sarandrea non aveva dato parere favorevole agli arresti domiciliari presso il Reparto di Neurochirurgia ma aveva ribadito la pericolosità del ragazzo, nonostante fosse rimasto completamente paralizzato.
Adesso il padre del giovane, Fernando Di Nunzio, ha depositato un esposto alla Procura della Repubblica di Teramo con cui si chiede innanzitutto di sapere se l’incidente occorso al giovane matricida sia stato casuale, ovvero frutto di un tentativo di suicidio o comunque di grave gesto autolesionistico. Il padre chiede alla Procura di accertare anche se vi siano state decisioni errate o omissioni che abbiano condotto al tragico risultato, «del tutto prevedibile alla luce della manifesta patologia psichiatrica da cui è affetto Valentino Di Nunzio», scrive nell’esposto.
E si chiede dunque alla procura di Teramo di verificare se i responsabili del carcere teramano (direzione e personale) «abbiano adottato tutte le precauzioni dovute» e se vi siamo «responsabilità di natura penale da parte del pm Salvatore Campochiaro o del gip di Pescara Gianluca Sarandrea».
Del caso verrà investita anche la Commissione parlamentare presieduta dal senatore Ignazio Marino: «si intrecciano nella vicenda», denuncia l’avvocato, «errori attribuibili ai magistrati che si sono occupati del caso ma anche al Servizio Sanitario Penitenziario, assolutamente inadatto ed inefficace quando si trova di fronte alla malattia mentale».
Delle misura cautelari adottate nei confronti di Valentino Di Nunzio, attualmente in regime carcerario, si occuperà a breve il Tribunale del Riesame, chiamato da Malandra a rivedere l’«irreale provvedimento», così lo chiama l’avvocato, del gip di Pescara il quale «senza sapere se, come e quando il giovane uscirà dalla situazione attuale, ha disposto già il ricovero dello stesso presso il Reparto Psichiatrico dell’Ospedale di Teramo in regime carcerario. Il Gip», continua Malandra, «ritiene che Valentino Di Nunzio sia socialmente pericoloso nonostante i certificati medici parlino di paralisi totale irreversibile».
Il 28 marzo dovrebbe poi iniziare il processo dinanzi la Corte d’Assise di Chieti. «Il pm», spiega Malandra, ha chiesto ed ottenuto di andare al giudizio immediato e ritiene che il Di Nunzio fosse e sia perfettamente in grado di intendere e di volere».
Fin da ora, però, l’avvocato fa sapere che il processo «dovrà essere rinviato perché Valentino Di Nunzio non è in grado di parteciparvi».
a.l.