SANITA'

Ristrutturazione Asl Scafa, chiesto rinvio a giudizio per Alderighi e imprenditore

Inchiesta partita dopo un esposto dell'associazione Codici

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Ristrutturazione Asl Scafa, chiesto rinvio a giudizio per Alderighi e imprenditore
PESCARA. L’udienza preliminare si terrà giovedì 15 marzo, ore 9, davanti al gip Maria Michela Di Fine.

Il pubblico ministero della Procura di Pescara  Anna Rita Mantini ha chiesto il rinvio a giudizio per Riccardo Alderighi, direttore del distretto sanitario di Base di Scafa,  e Donato Di Mezzo, legale rappresentante delle Demer.  L’udienza preliminare si terrà tra dieci giorni e il gip Di Fine dovrà decidere se archiviare o far partire il processo.
I due sono accusati in concorso di abuso d’ufficio e turbata libertà degli incanti. Secondo le ipotesi accusatorie i due avrebbero turbato l’aggiudicazione dei lavori per la ristrutturazione del distretto sanitario di Scafa per un importo di 263 mila euro.  Alderighi avrebbe attribuito «di fatto e direttamente» alla ditta Demer i lavori, creando un ingiusto vantaggio economico all’imprenditore e  «dando la mera parvenza di una gara informale » (trattativa privata).  Di Mezzo avrebbe presentato preventivi «di comodo che giustificassero quella aggiudicazione».
Inoltre per finanziare questi lavori sarebbero stati utilizzati fondi pubblici destinati a scopi diversi da quelli della ristrutturazione dell’Asl.  124.938 euro per il pagamento dei lavori di climatizzazione della palestra e lavori edili del Pua e del Cup sarebbero stati distratti fondi dal progetto Utap . Altri 75.410 euro  per pagare i lavori di ristrutturazione della sala d’ingresso, dei locali di terapia fisica e sala prelievo, palestra e odontoiatria, sarebbero stati distratti dal progetto Ictus.  51.937 euro per la ristrutturazione edilizia e l’adeguamento impianti presso il reparto di odontoiatria sono stati presi dal progetto di prevenzione dentaria degli immigrati residenti. Oltre all’ingiusto vantaggio per il privato il pm sottolinea «il danno per la Pubblica amministrazione» che si è vista «illecitamente sottratta dei fondi di scopo dei singoli progetti».
L’inchiesta partì nel 2009 a seguito di un esposto dell’associazione Codici.
a.l.