Stabilizzazione precari Asl, i sindacati chiedono nuove soluzioni

Alessandro Biancardi

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ABRUZZO. La salvaguardia dei precari della Asl è tutt’altro che raggiunta è resta alto il rischio di perdere centinaia di posti di lavoro, con conseguenze facilmente immaginabili per i servizi sanitari.

Nonostante una, seppur parziale, soluzione per i precari della Asl abruzzese sia stata trovata, i sindacati sono convinti che non si risolveranno i problemi esistenti.

In una nota congiunta, infatti, Carmine Ranieri (Fp Cgil), Vincenzo Traniello (Fp Cisl) e Fabio Frullo (Fp Uil), esprimono preoccupazione in merito all’emergenza in atto in Abruzzo.

«Il recente decreto del presidente della Regione Abruzzo, in qualità di Commissario ad acta per la sanità, Giovanni Chiodi – fanno notare i sindacati - e la decisione del Consiglio dei ministri di portare il riferimento della cosiddetta spesa storica dei lavoratori atipici delle Asl abruzzesi al 2010 anziché al 2009, non risolverà i problemi della carenza di personale delle Asl e di fatto porterà al licenziamento di centinaia di precari».

Il decreto numero 10/2011, emanato dal presidente Chiodi proprio per tamponare l’emergenza precari, secondo i sindacati stabilizzerà solo una minima parte dei precari, poiché consentirà l'assunzione di personale a tempo indeterminato prevalentemente attraverso l'istituto della mobilità, dunque personale proveniente da fuori regione che vuole trasferirsi a lavorare in Abruzzo.

«In via residuale e ove possibile – spiegano i tre rappresentanti sindacali - si attingerà a reclutare personale utilizzando lo scorrimento di graduatorie di concorsi a tempo indeterminato. Tali nuove assunzioni saranno appena sufficienti a garantire il turn-over del personale che andrà in pensione nel corso dell'anno 2011».

Una soluzione parziale anche quella prevista dalla seconda manovra, ovvero quella di portare il riferimento della cosiddetta spesa storica dei lavoratori atipici delle Asl abruzzesi al 2010 anziché al 2009, perché si tratta di una misura che consentirà poi di prorogare i contratti dei precari solo per qualche mese in più.

«L'emergenza si ripresenterà proprio a partire dai mesi estivi – fanno notare Cgil, Cisl e Uil - dove la necessità di garantire ai dipendenti un minimo periodo di ferie, porterà serie difficoltà di garanzia dei livelli essenziali di assistenza. Tra l'altro, ciò porterà ad un ulteriore aumento della mobilità passiva verso le regioni limitrofe, con maggiori costi a carico della sanità abruzzese».

I sindacati considerano dunque i provvedimenti adottati fino a questo momento assolutamente insufficienti a risolvere i problemi delle carenze di personale della sanità pubblica e chiedono pertanto nuove misure che consentano ulteriori proroghe ed una reale stabilizzazione dei precari.

31/03/11 11.00