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Cup e liste d’attesa: alla Asl di Chieti scatta l’operazione trasparenza

Una serie di nuovi provvedimenti per eliminare i disservizi e le file

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Cup e liste d’attesa: alla Asl di Chieti scatta l’operazione trasparenza
CHIETI. «Sì, mettiamoci la faccia, come diceva il progetto dell’ex ministro Brunetta. Ed io – ha pensato Francesco Zavattaro, manager Asl di Chieti - non me la posso rovinare per le liste di attesa e per i disservizi del Cup made in Lanciano».

 E’ partita così, da poco più di un mese, l’operazione trasparenza sulle code chilometriche nelle liste di attesa, sulle pre-liste e sui disservizi del Cup dovuti ad un’organizzazione ampiamente criticata sulla stampa.
Ed ora è già possibile, dopo una prestazione, valutarla con un emoticon, quelle faccine sorridenti o imbronciate che servono ad esprimere gradimento o critica per il servizio ricevuto. Naturalmente questa è la parte finale del restyling che ha investito liste di attesa e Cup e che parte da un principio fondamentale: la trasparenza di tutte le operazioni, la possibilità di controllarle da casa con il proprio computer, il pagamento on line delle prestazioni, la facilità dei rimborsi per un’eventuale rinuncia alla prenotazione, l’acquisto di un “elimina code” multimediale, con un video interattivo di ultima generazione, l’attivazione di un “customer satisfaction”, la possibilità cioè non solo di conoscere in anticipo il tempo stimato di attesa (come capita per le telefonate all’Enel o alla Telecom), ma di seguire lo sviluppo della fila che precede, la tracciabilità delle chiamate, comprese quelle che avevano sollevato polemiche per l’attivazione delle pre-liste, la password segreta per ogni operatore per impedire accessi disinvolti e non controllati da parte di altri.
E stop assoluto alla mancata registrazione delle prestazioni sul file C, che PrimaDaNoi.it aveva denunciato  che qualche sindacalista di Vasto aveva negato. Senza dire poi che tutti i Distretti sanitari sono stati informatizzati e che quindi ora si può lavorare meglio essendo tutti on line. Insomma quasi una overdose di provvedimenti che ha azzerato la gestione precedente, attivando controlli centralizzati e utilizzando al meglio il programma informatico sotto la direzione di Walter Russo, nuovo responsabile del servizio. A Mariangela Galante, che prima gestiva il tutto da Lanciano, ora sono stati temporaneamente affidati solo i calendari delle visite e le agende per le singole prestazioni, in attesa di verificare se il back office – che gestisce questo servizio e che è stato trasferito inspiegabilmente da Chieti a Lanciano – deve restare lì o tornare nel capoluogo. E questo non tanto per un problema di campanile, quanto per il semplice fatto che la quantità di calendari (cioè di prestazioni dei singoli reparti) è sicuramente maggiore a Chieti, dove c’è l’ospedale clinicizzato, che a Lanciano.
L’operazione trasparenza è partita dalla “bonifica” delle pre-liste, come quella per la mammografia. L’anomalia più grossa rilevata e cancellata è che il singolo operatore del Cup non poteva verificare la regolarità dello scorrimento della lista, perché a volte la sua postazione veniva oscurata e l’accessibilità era possibile solo dal back office di Lanciano che operava in modo autoreferenziale. Adesso invece tutti vedono tutto e la pre-lista arriva in soccorso della lista di attesa senza prestarsi a possibili favoritismi, soprattutto perché con la tracciabilità delle chiamate telefoniche si può giustificare qualsiasi avanzamento sospetto nella lista di attesa.
«Ti ho chiamato per anticipare il turno, non c’eri, la graduatoria scorre» si può rispondere a chi protesta, indicando giorno ed ora della chiamata. E adesso si paga anche on line e da casa si può vedere la lista, ci si può anche cancellare da soli utilizzando il proprio numero di codice. Dunque trasparenza da casa e trasparenza anche al Cup con la password è esclusiva. Un dipendente, una password segreta che consosce solo lui, mentre prima c’era chi poteva intromettersi nel sistema ed operava abusivamente con le password altrui, all’insaputa dell’operatore. Di qui le sorprese per le prenotazioni saltate ad insaputa di chi le aveva richieste, in particolare le mammografie, ed effettuate a favore di altre donne, come riportato da molte proteste.
 C’è poi l’obbligo assoluto di registrare sul file C ogni prestazione anche quelle esenti, così scompariranno gli scatoloni pieni di ricette non registrate che qualcuno aveva negato, e – dulcis in fundo – è partita anche la decisione di aumentare il personale e di concedere più ore agli addetti per far fronte alle richieste. Allora va tutto bene? E’ presto per dirlo e soprattutto ci vuole ancora un pò di tempo per valutare i risultati, anche se in questo modo si rivaluta di molto il lavoro egregio dei singoli operatori spesso incolpati per colpe non loro. Una cosa è però certa: la Asl di Chieti è molto impegnata per affrontare questa emergenza, non solo per motivi interni e di immagine, ma anche perché - in vista dell’attivazione del Cup unico regionale - è stata scelta come Asl referente. Se il nuovo sistema funziona qui, dovrebbe funzionare dappertutto.
Sebastiano Calella