L'INCHIESTA

Aumento tariffa acqua, «sai quanta gente accontentiamo con i fondi in più?»

«Anche se ti rompi le corna devi votare»

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Aumento tariffa acqua, «sai quanta gente accontentiamo con i fondi in più?»
PESCARA. Due buoni motivi per aumentare la tariffa dell’acqua nel Pescarese? Opzione 1: «altrimenti ce ne tutti andiamo a casa». Opzione 2: «sai quanta gente ci accontentiamo con i fondi che si recupereranno?»

Non è fantasia ma due frasi realmente pronunciate in un periodo caldissimo per l’aumento delle tariffe del sevizio idrico: era l’estate del 2010. Il ‘partito dell’acqua’  spingeva da un lato e cercava di portare dalla propria parte quanti più sindaci possibile  per operare il tanto desiderato aumento.
Dall’altro lato c’era l’opinione pubblica (sempre refrattaria a nuovi aumenti) ma anche gli ambientalisti, Rifondazione Comunista e l’associazione Codici. Quei mesi furono molto intensi, alla fine la tariffa non venne aumentata, e oggi quei fatti possono essere letti da una angolazione diversa grazie all’informativa della Digos allegata alle carte dell’inchiesta sull’Ato in cui è indagato Giorgio D’Ambrosio e non solo.
Per gli inquirenti, che per mesi hanno intercettato gli indagati, il quadro è chiaro: «l’approvazione» non era finalizzata «al raggiungimento di legittimi obiettivi aziendali ma per il fine di avere maggiori introiti di danaro da destinare a fini personali».
«Sai quanta gente ci accontentiamo con i fondi che si recupereranno?», dice in quei giorni Giuseppe Di Michele (all’epoca vice presidente dell’Aca) nel corso di una conversazione intercettata con Giorgio D’Ambrosio. E per la Digos il termine ‘gente’ è chiaro: «si riferisce», si legge nella relazione di Leila Di Giulio, «a persone facenti parte del sistema clientelare, che saranno “accontentate” mediante assunzioni, conferimenti di incarichi, contratti e quant’altro possa derivare da un’illecita gestione del bene pubblico in forma di affare proprio, sviluppato attraverso la distrazione, dai fini legittimi, di denaro pubblico».
Questo, dicono gli investigatori, era il vero piano del “partito dell’acqua,”, una definizione entrata nella storia locale che gli inquirenti esplicitano così: «vari soggetti, di diversa estrazione politica, legati da un patto trasversale che, sfruttato il consenso politico per occupare posti di rilievo nei vari enti pubblici, prevede la distrazione a fini personali delle risorse economiche e strutturali degli stessi enti».
Soggetto catalizzatore delle varie componenti politiche ed umane era Giorgio D’Ambrosio, attivissimo nella gestione dell’Ente, commissariato da circa due anni e privo del Consiglio di Amministrazione. Nei lunghi mesi di intercettazione gli inquirenti lo hanno sentito spendersi molto per la causa dell’acqua e molto meno per la sua attività di sindaco di Pianella («l’interesse principale del D’Ambrosio non è tanto quello di occuparsi dell’amministrazione del Comune di cui è sindaco riguardo al quale, in oltre sei mesi di intercettazione telefonica, i dialoghi registrati sono minimi ed essenziali, bensì quello del controllo dei due enti territoriali Aca ed Ato, legati alla gestione del “bene acqua” e di tutte le risorse ad essi collegati, per i quali si registrano innumerevoli discorsi pertinenti»).
D’Ambrosio è, in questo momento, solo uno dei 64 sindaci componenti il Consorzio, presieduto dal Commissario ad acta Pierluigi Caputi. Nel rapporto della Digos, datato marzo 2011, si sottolinea però che «D’Ambrosio ha tuttora continui contatti con persone interne ed esterne alla struttura, dalle quali riceve informazioni riservate, ignorando completamente il legittimo titolare della direzione, il commissario Caputi, e dimostrando di avere ancora la capacità di manovrare l’Ente a proprio vantaggio».
Ma non è un caso, secondo gli inquirenti, che proprio lui sia l’artefice anche dell’elezione nel Cda dell’Aca di Concetta Di Luzio, «allo scopo di avere la completa gestione anche di quell’Ente».

L’AUMENTO DELLA TARIFFA: «CORDOMA: PER ME E’ Sì»
La questione dell’aumento delle tariffe da applicare nell’ambito territoriale pescarese è «punto di forza» della battaglia che Giorgio D’Ambrosio cerca in tutti i modi di far approvare dall’Assemblea dei sindaci costituenti il consorzio «poiché», scrive la Digos, «solo dagli introiti derivanti dalla riscossione dei tributi dell’acqua, i due Enti (Ato ed Aca) hanno danaro da poter gestire a fini privati e non pubblici».
Ed è sempre il sindaco di Pianella che si spende in prima persona per convincere i sindaci a votare sì. Non solo quelli della sua corrente politica, ma anche quelli che, a chi vive dall’esterno, possono apparire ‘ingenuamente’ come ‘avversari’.
Gli inquirenti intercettano una telefonata con il sindaco di Montesilvano Pasquale Cordoma in cui dimostra tutta la sua disponibilità a votare sì.
Era il 21 luglio 2010.

CORDOMA : Pronto!
D'AMBROSIO : Billo!
CORDOMA : Dica!
D'AMBROSIO : Giorgio D'Ambrosio! Come stai?
CORDOMA : Giorgio! Ciao, Giorgino, ciao!
D'AMBROSIO : Quando è che possiamo fare un colloquio con serenità sull'acqua?
CORDOMA : Sull'acqua...Guarda, io, rientro stasera, da...da... e domani, dopo domani...
D'AMBROSIO : No! Pure lunedì., pure lunedì.
CORDOMA : Sto rientrando stasera e domani e dopo domani, ho Consiglio. Lunedì, possiamo vederci senza meno.
D'AMBROSIO : Sul tardi...Lunedì, allora!
CORDOMA : Sì, sì. Lunedì, va bene. Io, sabato, lavoro, ma sabato sto ...penso che ho degli incontri da fare sul tavolo Regionale...Masci, ...con Masci, un sacco di giri. Lunedì, va benissimo, per me!
D'AMBROSIO : Sì, perché qua, mò, ..Qui, parliamoci chiare: o lo decidiamo noi, che abbiamo ...bisogno, sennò, lasciamo perdere. Però, lasciano perdere, sappiamo quello che è!
CORDOMA : Sono d'accordo con te! No, no. Ci vediamo assolutamente ...Una cosa, che a me interessa e su cui dobbiamo ragionare assolutamente!
D'AMBROSIO : Eh, sì. Dobbiamo parlare, perché conti alla mano, se ci danno, se ci da una mano...Montesilvano, vota, se vota Silvi, sto vedendo di convincere... ( viene interrotto da Pasquale Cordoma)
CORDOMA : Stiamo parlando dell'aumento della tariffa, immagino?
D' AMBROSIO : L'adeguamento della tariffa che che ci tutela su tutte le cose!
CORDOMA : Ma pure Pescara. Io, ho parlato con Sospiri, ieri su questa cosa...è disposto. Oggi, è improcrastinabile! Basta che ci garantisce i mutui.
D' AMBROSIO : ...Facciamo un' intesa. Io, io, facciamo, non dico...Io, dico che l'80 (ottanta) percento del PD lo portiamo su questa linea!
CORDOMA : A posto. Mah, io sono su questa linea! Non c'è dubbio.
D' AMBROSIO : Va bene.
CORDOMA : Non c'è dubbio.
D' AMBROSIO : Allora, io ti chiamo lunedì ...
CORDOMA : Lunedì, ci sentiamo e ci vediamo. Va bene!
D' AMBROSIO : Ciao.
CORDOMA : Ciao.

«SE TI ROMPI LE CORNA MANDI UN DELAGATO»
E l’approvazione era così importante che secondo D’Ambrosio e Di Michele chi non poteva andare personalmente doveva mandare un delegato…anche in caso di ‘infortunio’… Altrimenti il continuo procrastinare poteva diventare deleterio per la loro credibilità («ci sputtaniamo»). Non si risparmiano critiche a quei sindaci che non erano d’accordo con l’aumento e i due non ne fanno mistero.
Era il 31 luglio 2010.

Di Michele : A quelli gli si deve dire semplicemente, quel giorno pure se ti rompi le corna vuol dire che devi avere un delegato che viene al posto tuo ... punto
D'Ambrosio : Gli si dice in anticipo il giorno, adesso mi faccio dire dal commissario una data che gli indichiamo noi nel documento ..
Di Michele : Ma si ... ma si... questo dobbiamo fare è basta, perchè se no sta diventando... quelli alzano la cresta ulteriormente ... fatto anche di credibilità nostra a questo punto
D'Ambrosio : E' normale ci sputtaniamo no!!!
Di Michele : in parte ci siamo già sputtanati... io mi mangerei quello di Penne e Adamo Garullo che l'altra volta per un voto non è passato (imprecazione) per il confine comunale e via dicendo, comunque i numeri ci sono , lo stavo dicendo con Concetta (ndr Di Luzio) l'altro giorno..
E i due, in una successiva telefonata, valutano ancora come muoversi
D'Ambrosio : Torrevechhia Teatina non è venuta, questa volta glielo chiede io al sindaco questo è un fatto personale e vedrai che viene
Di Michele : Ma c'è anche Bucchianico, ce ne sono diversi guarda se facciamo....
D'Ambrosio . Glielo chiedo io .... incompresibile ... io so dove devono andare e vedrai che questa volta finisce la commedia ..
Di Michele : Ce li dividiamo dove tu ritieni che è , ci vai tu, dove busso ci vado... e dove può ci va lui, Concetta farà la sua parte e cosi finisce la storia
D'Ambrosio : Gli diamo una lezione un'altra volta ..
Di Michele : Una volta e questa volta ce lo leghiamo al dito e questo deve durare .. perchè Pescara deve finirla di fare lo stupido.. perfetto... sai quanta gente ci accontentiamo con i fondi che si recupereranno ..
D'Ambrosio : Tutto a posto ci vediamo domani ..
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Qualche giorno prima D’Ambrosio stava lavorando alacremente anche per promuovere la candidatura di Concetta Di Luzio, sindaco di Casalincontrada, come terzo componente del Cda Aca.
Motivo altruistico? Non la pensa così la Digos che sostiene che il sindaco di Pianella fosse mosso dallo «scopo di avere la completa gestione anche di quell’Ente». Ma anche in quel caso non mancarono intoppi e i due si lamentarono apertamente di quei ‘sindaci’ che non seguivano la corrente.

DI LUZIO : Eh, mò non lo so quanto, di totale. Perché, aveva fatto un ulteriore giro per quelle che non è riuscito a trovare. Mò, l'unico che sta a fare un pò di storie è Nicolino Di Quinzio (allora sindaco di Francavilla al Mare) . Ma tu, mi avevi detto che ci avevi parlato.
D'AMBROSIO : Ma perché, che va trovando Nicolino?
DI LUZIO : Ma non lo so. Infatti, non è che fa una proposta diversa. Lui, dice: "No, io, non ce l'ho con Concetta, però, non mi piace il metodo". Ma, un sacco di ragionamenti strani. Mò, ha detto che ci parla pure Giovanni Legnini! Mò, non lo so.
D'AMBROSIO : Io, ho parlato...beh, questo è amico di Giovanni, eh! Che se la vedano, mò.
DI LUZIO : Eh, infatti Giovanni, mi ha detto: "Guarda, ha detto, io, ci parlo, però, alla fine, se lui non vuole votare, non fa niente." Mò, non lo so come la pensi tu.
D'AMBROSIO : Andiamo avanti, beh! Ma questo, è pazzo; una volta dice una cosa...Io, ho parlato con José PELLEGRINO, che è una persona seria e mi ha detto che gli andava bene, il Vice Sindaco. Però, pure lui mi ha detto: "Questo, è pazzo. Una volta dice una cosa, una volta un'altra.
DI LUZIO : Ma, quando ci siamo riuniti l'altra volta con tutti i Comuni del Chietino, lui, era d'accordo, non ha fatto nessun problema, mò, invece sta a fare un sacco di storie. Mò, o deve sistemare qualcuno dei suoi, però, non so!
DI LUZIO : Io, solo, l'unica cosa, gli ho detto a Giovanni Legnini: " Mi dispiacerebbe, che proprio uno del Pd, non mi vota". Cioè, è quello che mi da fastidio»

LA RIUNIONE DELL'ATO DEL 19 LUGLIO 2010
Il 19 luglio la riunione dell’Aca iniziò con la proposta dell’assessore Marcello Antonelli, del Comune di Pescara, di azzerare l'intero Consiglio di amministrazione, come richiesto anche dal Commissario straordinario dell’Ato Pierluigi Caputi e di procedere poi alla discussione sull'aumento delle tariffe dell'acqua.
I rappresentanti dei Comuni consorziati intervenuti decisero di andare avanti votando la fiducia al Cda in carica, composto dal presidente Ezio Di Cristoforo (Pd) e dal vice presidente Giuseppe Di Michele (area Pdl), consentendo anche la copertura del terzo posto che venne assegnato a Concetta Di Luzio, «dando piena attuazione alla strategia messa in atto dal “dominus” Giorgio D’Ambrosio», sottolinea la relazione della Digos.
Alla fine Di Luzio riuscì a battere gli altri due candidati Mauro Petrucci, sindaco Udc di Ripa Teatina e Davide Di Persio (di area Pdl) grazie all’intesa tra centrodestra e centrosinistra che ha consentito di far convergere tutte le preferenze sul sindaco di Casalincontrada, eletto con 37 voti favorevoli e 6 astenuti. Ma non mancarono proteste.
Il 2 agosto, ore 14 D’Ambrosio, Di Cristoforo, Di Michele e la Di Luzio festeggiarono la riuscita del loro piano in un ristorante sul lungomare pescarese. Di Luzio offrì per tutti.
Alessandra Lotti