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Parcheggi a Pescara, servono almeno 2.800 posti nuovi

Su corso Vittorio Emanuele 1.140 auto in divieto di sosta nell’ora di punta

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Parcheggi a Pescara, servono almeno 2.800 posti nuovi
PESCARA. Il piano della sosta è stato realizzato dalla Sisplan di Bologna che si è aggiudicata l’appalto.

La società ha individuato nell’ora di punta circa 2.800 auto in divieto di sosta, dunque più del 10 per cento del totale, e di queste 2mila 200 erano in doppia fila sull’intera area urbana; nelle strade principali, come corso Vittorio Emanuele, le auto in divieto erano 1.140 e di queste 842 erano in doppia fila.
Dopo aver redatto la classifica funzionale delle strade, il Piano si è focalizzato su due problemi: la dotazione infrastrutturale della città in termini di disponibilità di parcheggi e la richiesta della sosta. Per la dotazione infrastrutturale, la prima emergenza emersa è quella di mettere a norma l’esistente e per far ciò bisognerà partire, ha spiegato l’ingegner Antonio Dell’Erba, da una problematica normativa perché il decreto ministeriale 35 dice che sulle strade classificate di quartiere o di interquartiere non è consentita la sosta, a meno che non ci sia anche una corsia dedicata.
Poi è stata ipotizzata la possibilità di realizzare anche a Pescara quanto già fatto a Firenze o anche a Teramo, ossia la cessione del diritto di superficie di uno stallo di sosta pertinenziale a un residente. Dall’analisi del Piano, ancora, emerge che la congestione del traffico e della sosta non è concentrata solo nel quartiere centro-nord, ma anche nel centro-sud della città, compresa l’area circostante l’ospedale, e per risolvere tale criticità «occorre puntare su una politica integrata della mobilità, ossia trasporto pubblico, parcheggi pertinenziali, car pooling».
Ci sono poi strade di viabilità secondaria che potrebbero divenire strade-parcheggio, ha rilevato ancora la Sisplan, come via Diaz, via Settembrini o via Gioberti, recuperando almeno 2-300 posti auto.
E nell’esame del rapporto tra domanda e offerta è emerso che a Pescara occorrono almeno altri 2mila 800 posti auto spalmati sull’intero territorio cittadino, 300 nella sola zona del centro.
E ancora si suggerisce di differenziare le tariffe della sosta: «ad esempio sulle aree di risulta», ha spiegato Dell’Erba, «è evidente che i parcheggi sono presi d’assedio essenzialmente nella giornata del sabato, dalle 17 in poi, mentre la domanda è debole nel corso della mattinata. A questo punto si potrebbe ipotizzare una riduzione del ticket nel corso della giornata, per incentivare l’uso di quegli stalli, aumentando invece il costo nel pomeriggio».
Nel Piano della sosta c’è il Piano di fattibilità dei parcheggi che l’amministrazione ha inserito nel programma di governo, come in piazza Primo Maggio, o presso la Madonnina, con un piano di ammortamento dell’investimento, la tempistica e anche l’ipotetico prezzo di vendita di box o garage. «Ovviamente tutte le indicazioni contenute nel documento», ha sottolineato il vice sindaco Berardino Fiorilli, «dovranno ora passare al vaglio della politica ed essere calate nel lavoro, ovvero il Piano fornisce delle indicazioni strategiche fondamentali con relativi costi e tempi di realizzazione. Dopo il passaggio politico, sarà la giunta ad approvare entro fine marzo il documento».