L'AQUILA

Escursionista morto, l’amico indagato per omicidio colposo

«Atto dovuto», dice la procura che ha disposto la autopsia

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Escursionista morto, l’amico indagato per omicidio colposo
L’AQUILA. Paolo Scimia si è salvato: domenica pomeriggio mentre stava facendo una escursione con l’amico Massimiliano Giusti, 37 anni, è riuscito a mettersi al riparo.

E’ stato ritrovato con un principio di ipotermia ma dal giorno seguente si è messo alla ricerca dell’amico, insieme alla squadra dei soccorsi. I due stavano tentava un'escursione sul Corno Grande del Gran Sasso d'Italia. Scimia aveva potuto comunicare al telefono con i soccorritori già dal pomeriggio di domenica, quando era riuscito a raggiungere il rifugio Garibaldi. L'abbondante neve gli ha impedito, però, di entrare nel locale di ricovero e così si è spostato da solo presso il rifugio Duca degli Abruzzi (2388 metri) da cui ha avvertito i soccorritori.
Una squadra è quindi partita da Campo Imperatore per raggiungerlo e portarlo in salvo.
Nessuna notizia, invece, dell’amico: per quattro giorni oltre 40 uomini del soccorso alpino, supportate da unità cinofile e 3 elicotteri, hanno perlustrato la zona. Mercoledì pomeriggio il ritrovamento del corpo.
Ieri è arrivata per Scimia l’iscrizione nel registro degli indagati per omicidio colposo da parte del pm Stefano Gallo, «un atto dovuto», ha spiegato la procura che ha disposto sul corpo dell’alpinista deceduto l’autopsia, che si è già svolta ieri.
Secondo una prima ricognizione del cadavere effettuata dall’anatomopatologo Cristian D'Ovidio sono state riscontrate lesioni interne agli arti inferiori sicuramente da imputare alla tremenda caduta da un crepaccio, località Valle dell'Inferno, a quota 2.500 metri.
Entro 60 giorni il perito di parte del pm dovrà fornire la relazione completa.