RIFIUTI

Rifiuti, Chieti ribadisce il no. Di Primio minaccia le dimissioni

La Regione deve decidere dove portare i rifiuti. La discarica di Colle Cese chiude l’11 marzo

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Mascia e Di Primio

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CHIETI. «Portare a Chieti i rifiuti di Pescara? E’ semplicemente improponibile».

 E’ stata netta la chiusura del sindaco Umberto Di Primio all’ipotesi da più parti avanzata di smaltire l’immondizia pescarese a contrada Casoni di Brecciarola. Una contrarietà ribadita nuovamente e motivata tecnicamente e politicamente e dunque non solo campanilistica.
Così, infatti, lo ha spiegata ieri il primo cittadino di Chieti nell’incontro che c’è stato a Pescara, con la presenza dell’assessore regionale competente Mauro Di Dalmazio. C’erano anche Luigi Albore Mascia e Isabella Del Trecco, in rappresentanza del comune adriatico. Di Primio ha sostenuto con forza che portare alla discarica di Chieti i rifiuti di Pescara è intanto un grosso problema dal punto di vista tecnico, perché – ad esempio - così si accorcia la vita dell’impianto di contrada Casoni. Ma è stato abile nel porre un’altra questione che ha spiazzato Pescara e che è nata dalla sensazione – in realtà più di una sensazione – che in nome dell’emergenza sanitaria alla fine ci possa essere un’ordinanza che imponga il trasporto a Chieti per motivi igienico-sanitari.
«Pescara come Napoli? Non mi pare una soluzione politicamente accorta», ha chiosato Di Primio. Perché per il centrodestra che le amministra emettere un’ordinanza così motivata significa perdere due città in un colpo solo. Intanto perché prima Pescara dovrebbe essere invasa dai rifiuti, con i cumuli di immondizia per le strade. Ed il sindaco Albore Mascia non ci farebbe una bella figura. Poi l’ordinanza significherebbe imporre a Chieti una soluzione malvista da tutti ed in grado di terremotare la già precaria stabilità dell’amministrazione teatina e consegnare su un piatto d’argento la gestione del malcontento all’opposizione del Pd.
Per il momento questa posizione ha fatto breccia nello schieramento dei favorevoli all’uso della discarica di Chieti e per le decisioni operative se ne riparlerà il 5 marzo in un’altra riunione. Ma è emerso con chiarezza che Di Primio-centrodestra non ha nessuna intenzione di subire le conseguenze dell’inefficienza del centrodestra pescarese e regionale che non sono riusciti ad evitare questa emergenza. Andando infatti oltre le piccole polemiche campanilistiche che cercano di trasformare in rissa la gestione di questo problema non secondario, era noto da tempo che senza altre discariche in Regione e senza i piani delle province (entrambe a guida di centrodestra) si sarebbe creata questa situazione ingovernabile.
«Si tratta di lentezze  operative di altri che poi si riflettono su di me come sindaco», ha spiegato Di Primio. Insomma è emersa un’altra volta l’insofferenza del sindaco di Chieti a pagare di persona per colpe non sue, tanto che si fa sempre più vicina l’ipotesi di un suo disimpegno dalla guida della città. Di questo disagio lo stesso Di Primio ha informato «chi di dovere», inviando più di una lettera di doglianze. Tutto sta a vedere se i rifiuti di Pescara saranno o no il detonatore della crisi di Chieti.
Sebastiano Calella