LA MANIFESTAZIONE

No Tav, mobilitazione anche a Pescara

Oggi pomeriggio alle 17.30 manifestazione a Pescara

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No Tav, mobilitazione anche a Pescara
PESCARA. «Non si può assistere passivamente all’occupazione militare della Val di Susa».

E’ con questa certezza che rappresentanti di Rifondazione Comunista, Sel, Wwf, Lav, Cobas, Legambiente, Marelibero, Cgil, Movimento 5 stelle, PeaceLink Abruzzo, associazione Antimafie Rita Atria, si ritroveranno questo pomeriggio a Pescara alle 17.30 nei pressi della stazione ferroviaria.
L’obiettivo è quello di manifestare il proprio appoggio alla popolazione della Val di Susa «che resiste nonostante la militarizzazione del territorio e il tentativo di criminalizzare il movimento». Iniziative simili si stanno svolgendo in tutta Italia, da nord a sud.
Il no dei valsusini è chiaro: si oppongono ad un'opera (il treno ad alta velocità Torino-Lione) «inutile, in quanto non giustificata da ragionevoli previsioni di traffico merci e passeggeri». Ma il dito viene puntato anche contro il «costo insostenibile tutto a debito della spesa pubblica e proiettato sulle generazioni future».
I timori sono anche riversati sulla possibile «crescita dell'intreccio perverso partiti-imprenditori-mafie: un cancro nel nostro Paese, che le grandi opere alimentano». E infine, non secondario, «l’impatto devastante ed irreversibile» sul territorio attraversato.
«Riteniamo doveroso esprimere pubblicamente e collettivamente la nostra solidarietà a Luca Abbà le cui condizioni rimangono gravissime», spiegano i promotori dell’iniziativa pescarese.
«Gli affaristi e gli apparati politici e mediatici che li sostengono colpiscono Luca anche ora che lotta fra la vita e la morte in ospedale: lo fanno con il dileggio tipico dei giornali berlusconiani sempre “garantisti” verso corrotti e furbetti, lo fanno con il finto senso dello Stato di chi intima che bisogna andare avanti comunque.
Noi siamo convinti che in questi giorni in Val di Susa è in corso una battaglia che riguarda la qualità della nostra democrazia».
E gli abruzzesi ricordano di aver lottato per anni per difende il Gran Sasso dal Terzo Traforo, «mega-opera che presentavano come indispensabile e di cui ora nessuno sente la mancanza».
«Siamo tante volte scesi in piazza per dire no alla petrolizzazione del nostro territorio e del nostro mare», ricordano ancora i promotori. «Sappiamo che al ministero delle Infrastrutture sono stati capaci di progetti assurdi come la diga del porto di Pescara. Per questo diciamo che il movimento No TAV non difende soltanto un territorio da un progetto devastante sul piano ambientale. Chi si oppone alla TAV sta difendendo la democrazia reale, il diritto dei cittadini a non vedersi espropriato il diritto di dire la propria su scelte strategiche che li riguardano».
Senza la lotta dei valsusini, dicono da Pescara, «in Italia non si sarebbe mai aperto un dibattito pubblico su un’opera che ha costi giganteschi per la collettività nazionale. La Val di Susa lotta anche per noi».