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Atri, ricorso al capo dello Stato per il Piano del centro storico

L’impugnazione è stata presentata dalla associazione Italia Nostra

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Atri, ricorso al capo dello Stato per il Piano del centro storico
ATRI. L'associazione nazionale Italia Nostra Onlus ha presentato un ricorso straordinario al Capo dello Stato in opposizione alla modifica apportata al “Piano particolareggiato per il Centro Storico” della città di Atri.

Con questa decisione il Consiglio comunale in carica ha accordato, nel novembre 2011, il permesso di costruire un nuovo edificio residenziale e commerciale in corrispondenza dell'ingresso principale alla città vecchia.
L’impugnazione dell’atto amministrativo segue a una petizione indetta precedentemente dalla nostra associazione. In calce a quella istanza, centinaia di cittadini atriani (di cui l'amministrazione comunale non ha quindi tenuto conto alcuno) apposero la loro firma per evitare che al posto dell'attuale edificio dell'ex Consorzio agrario, dalle dimensioni ridotte, venisse eretto, come da nuovo programma, un palazzo di circa dodici metri di altezza a ridosso della scuola elementare.
Il progetto in deroga, motivato con la situazione di degrado dell'area interessata, appare in realtà in chiara disarmonia con gli equilibri di un centro storico importante e delicato come quello della città di Atri.
Nel ricorso si evidenzia come la situazione di degrado che sta a giustificazione della modifica del piano è «insussistente» e che «la risibile somma di 114.000 euro, cioè il corrispettivo da destinarsi a imprecisate opere pubbliche dovuto dal privato costruttore in cambio della facoltà edificatoria, non tiene conto dell'enorme perdita di valore dell'intera area di proprietà pubblica su cui insiste la scuola elementare».
«Inoltre, è necessario precisare», sostiene Italia Nostra, «che il progetto approvato è viziato dalla partecipazione al voto e alla discussione di un consigliere comunale incompatibile. Difetto rilevato dallo stesso Consiglio comunale, che tuttavia si ritiene mai sanato dalla successiva convalida».
In conclusione, per Italia Nostra è importante mettere in rilievo che «l'impugnazione di cui l'associazione si è fatta carico non colpisce invece il progetto di risanamento dell'ex cinema Salotto, l'altro disegno di riequilibratura urbanistica contenuto nella medesima delibera dello scorso novembre. Questa seconda opera in programma, pur con tutte le riserve a suo tempo manifestate, va effettivamente a sanare un degrado ultra decennale causato dall'enorme e fatiscente edificio ubicato nelle immediate vicinanze della Cattedrale dell'Assunta».
Con questo ricorso Italia Nostra spera di riuscire a evitare «l'ennesima ferita al tessuto urbano e architettonico della città vecchia. In ogni caso, le future generazioni sapranno che una parte significativa di atriani di questa generazione è stata contraria alla realizzazione dell'opera».