L'OMICIDIO

Omicidio Fadani, l’appello prosegue. Anatomopatologo tra i testimoni

Alla prossima udienza sarà ascoltato l’anatomopatologo

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Omicidio Fadani, l’appello prosegue. Anatomopatologo tra i testimoni
L’AQUILA. E’ cominciato 7 giorni fa il processo d’appello per l’omicidio di Emanuele Fadani.

Il giovane fu ucciso l'11 novembre del 2009 con tre pugni davanti ad un pub di Alba Adriatica. Dopo la prima sentenza di condanna (10 anni a chi sferrò il pugno e assoluzione per altri due giovani) sia la Procura teramana (il procuratore capo di Teramo, Gabriele Ferretti, il sostituto Roberta D'Avolio) che le parti civili (madre, moglie e fratelli di Fadani) hanno impugnato il provvedimento del giudice di Teramo. La procura è infatti convinta che siano tre le persone responsabili del decesso del giovane commerciante: non solo Elvis Levakovic (condannato in primo grado per omicidio preterintenzionale) ma anche Danilo Levakovic e Sante Spinelli. Elvis Levakovic, oggi 25enne, aveva ammesso di aver sferrato il pugno mortale al volto del commerciante di Alba Adriatica.
Ieri la Corte d’Appello ha deciso di convocare per il prossimo 13 marzo l’anatomopatologo che effettuò l’esame autoptico su Fadani. Sarà lui, infatti, a dover riferire sulle ferite riportare dal giovane e riuscire a capire se fu solo il pugno a causarne il decesso o anche il trascinamento del corpo, che potrebbe essere stato operato dagli altri due.
Il procuratore generale dell'Aquila, Romolo Como, ha chiesto la pena di 30 anni di carcere per omicidio volontario aggravato dai futili motivi nei confronti di tutti e tre i giovani. C’è però la possibilità che si torni a parlare di omicidio preterintenzionale. In questo caso si chiede una condanna a 16 anni per Levakovic e Spinelli e 14 anni per Levakovic.