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L’Aquila, preso l’aggressore di un quarantenne: «è stata una bravata»

Lo aveva colpito in pieno volto

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L’Aquila, preso l’aggressore di un quarantenne: «è stata una bravata»
L’AQUILA. Dovrà rispondere di lesioni aggravate il giovane aquilano che la notte del 30 gennaio 2012 colpì con una pistola in pieno volto un quarantenne, a L’Aquila.

Gli agenti della Squadra Mobile della Questura de L’Aquila lo hanno individuato. Si tratta di uno studente di 26 anni, incensurato. Il giovane, interrogato dai poliziotti ha confessato, mostrandosi pentito della «bravata». I fatti risalgono ad un mese fa quando un quarantenne originario di Foggia era fermo al semaforo in via della Polveriera a L’Aquila.
All’improvviso, secondo la ricostruzione della vittima, da un’utilitaria rossa sarebbe sceso un uomo incappucciato che, avvicinandosi alla sua vettura, gli avrebbe sparato in viso per poi dileguarsi a bordo dell’auto con altri passeggeri, in direzione S.Elia. La vittima aveva fatto in tempo ad appuntarsi la targa.
Dopo l’aggressione l’uomo si sarebbe recato all’Ospedale de L’Aquila dove gli hanno riscontrato ferite escoriate multiple e pronosticato un tempo di guarigione di 5 giorni. I colpi sarebbero partiti da una pistola ad aria compressa caricata a piombini.
Alla Questura successivamente l’uomo avrebbe dichiarato di non avere conti in sospeso o screzi che potessero giustificare un’aggressione. Solo dopo una serie di ricerche e controlli incrociati i poliziotti della Sezione Reati contro la persona della Squadra Mobile de L’Aquila sono risaliti alla proprietaria della utilitaria rossa, una donna residente in località Tempera a L’Aquila.
Quella sera a bordo dell’auto suo figlio 26 anni, incensurato che ha confessato tutto esprimendo pentimento per quella bravata, epilogo di una serata goliardica. Il ragazzo ha consegnato ai poliziotti l’arma del reato.