LE RICERCHE

Ritrovato il cadavere dell'escursionista disperso da domenica sul Gran Sasso

Pochi minuti fa la triste scoperta

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Ritrovato il cadavere dell'escursionista disperso da domenica sul Gran Sasso
L’AQUILA. Lunedì erano stati rinvenuti zaino e piccozza.

Si cerca perlustrando ogni centimetro, con rilevatori elettronici e anche con gli elicotteri. Ma fino a ieri sera alle 18, quando le ricerche si sono fermate con l’arrivo del buio, nessuna traccia di Massimo Giusti, 37 anni, l’escursionista disperso da domenica pomeriggio mentre tentava un'escursione sul Corno Grande del Gran Sasso d'Italia. Le possibilità di ritrovarlo ancora in vita sono scarse ma i soccorritori non si fermano. Quella di ieri è stata una lunga e intensa giornata. Alle operazioni ha partecipato anche Paolo Scimia, l’amico di Giusti, ritrovato domenica sera . Scimia aveva potuto comunicare al telefono con i soccorritori già dal pomeriggio, quando era riuscito a raggiungere il rifugio Garibaldi. L'abbondante neve gli impediva di entrare nel locale di ricovero per cui si stava riparando fuori dal rifugio in attesa dei soccorsi.
Nessuna notizia, invece, dell’amico. Ieri, terzo giorno di ricerche, quasi 50 tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico abruzzese, del Soccorso Alpino Guardia di Finanza e Soccorso Alpino Forestale hanno raggiunto Campo Imperatore a cominciare dalle prime luci dell’alba grazie a corse speciali della funivia disposte dal Centro Turistico Gran Sasso.
Le prime squadre sono partite a piedi per raggiungere la zona di ricerca intorno a Monte Aquila. Successivamente sono intervenuti tre elicotteri per portare velocemente le altre squadre nella zona delle operazioni.
Da L’Aquila è giunto l’elicottero del 118 mentre da Pescara sono arrivati l’elicottero del Centro Operativo Aereo del Corpo Forestale dello Stato e l’elicottero dell’11° Reparto Volo della Polizia di Stato.
Le condizioni meteorologiche ottimali con cielo sereno e poco vento, hanno permesso di effettuare con rapidità numerosi voli che hanno depositato i soccorritori nell’ampia conca di Campo Pericoli, da Monte Aquila al Passo della Portella fino alle parti sommitali del Corno Grande.
Le sezioni di Roma e L’Aquila del Club Alpino Italiano hanno inoltre messo a disposizione dei soccorritori i rifugi Duca degli Abruzzi e Garibaldi.
E’ stata perlustrata con molta attenzione la zona intorno a cui lunedì pomeriggio sono stati ritrovati lo zaino con gli sci e la piccozza del disperso. I soccorritori hanno utilizzati i propri apparati Artva (Apparato Ricerca Travolti Valanga) per captare eventuali segnali emessi dall’analogo apparato che aveva il disperso.
Si tratta di uno strumento elettronico utilizzato per la ricerca delle persone travolte in valanga. Lo strumento è sostanzialmente una ricetrasmittente di segnale (non vocale), che funziona sulla frequenza dei 457 kHz. L'apparecchiatura viene indossata dagli escursionisti in modalità di trasmissione permettendo a coloro che non sono stati travolti dalla valanga di commutare l'apparecchio in ricezione al fine di localizzare il trasmettitore dei travolti. Ma nemmeno in questo caso sono arrivate novità.
Inoltre la società Il Castello di Roccasaso ha messo a disposizione un apparato Recco e il personale tecnico
per il suo utilizzo. Questo tipo di apparato, dotato di antenna trasmittente, può captare eventuali segnali di riflessione da apparati Artva o da altri apparati elettronici o oggetti metallici, e quindi essere di ausilio per la ricerca di travolti da valanga.
Sono state inoltre effettuate delle ricognizioni in volo della parti più in quota dove sono presenti grandi accumuli di neve. Tutte le ricerche non hanno ancora avuto esito positivo.
Questa mattina i soccorritori ricominceranno a cercare. 

RITROVATO IL CADAVERE
Il corpo dell’escursionista è stato trovato poco fa dagli uomini del Soccorso alpino nei pressi della ‘Valle dell’Inferno’. Erano ormai scarse le possibilità di trovare in vita l’uomo. Poco prima delle 7 di questa mattina oltre 40 soccorritori si erano rimessi al lavoro.