GAS A BOMBA

Confcommercio dice no alla Forest Oil. L'azienda: «i nostri progetti fanno crescere il turismo»

Da mesi ormai si dibatte sugli impianti di estrazione di idrocarburi in uno dei posti più belli

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Confcommercio dice no alla Forest Oil. L'azienda: «i nostri progetti fanno crescere il turismo»
CHIETI. «L’impianto di estrazione del gas della Forest Oil è incompatibile con il territorio di Bomba. Gli enti locali non possono ignorare la nostra posizione su cui convergono amministrazioni locali e tante associazioni ambientaliste».

 Confcommercio torna ad esprimere con forza la propria contrarietà sulla paventata realizzazione di un impianto di estrazione e raffinazione del gas naturale in Val di Sangro a marchio Forest Oil.
Non convincono affatto le rassicurazioni avanzate a più riprese dalla società che tende a minimizzare sia i rischi per la salute, scatenati dalle inevitabili emissioni in atmosfera di sostanze nocive, che i pericoli legati all’elevato dissesto idrogeologico della zona. Viene negato, di conseguenza, anche il possibile abbassamento del suolo nei pressi del bacino lacustre sostenuto, ricordiamolo, da una diga in terra battuta e non in cemento.
«E’ indiscutibile l’impatto negativo complessivo che questa opera porterà nella zona di Bomba. La costruzione di cinque pozzi di estrazione del gas, di un impianto di desolforazione, di nuove strade in un territorio che ha bisogno invece di ristrutturare e riqualificare il tessuto viario già esistente, la presenza di automezzi pesanti e la realizzazione di oltre 7 chilometri di gasdotto mal si sposano- afferma Angelo Allegrino, presidente provinciale Confcommercio Chieti- con un comprensorio a totale vocazione naturale e turistica».
 La Confcommercio è sempre stata contraria al progetto di estrazione del gas a Bomba. Già nel 2010 l’associazione di categoria ha inviato alla Regione Abruzzo, Ufficio Valutazione di Impatto Ambientale, osservazioni puntuali in merito alla richiesta di concessione di coltivazione di gas della società Forest Oil. In tempi non sospetti Confcommercio aveva messo in evidenza le incompatibilità del territorio con quelle di un impianto per l’estrazione e trattamento di gas.
«Gli Enti che devono prendere la decisione di approvare o meno il progetto non possono non tenere conto della contrarietà non solo della Confcommercio- riprende Allegrino- ma dell’intero tessuto sociale della zona a cui si sono aggiunti anche l’amministrazione provinciale di Chieti, venti Comuni e numerose associazioni culturali ed ambientaliste. Il comprensorio del lago di Bomba ha già scelto lo sviluppo che desidera: un turismo eco-compatibile con la valorizzazione del bacino lacustre e della crescita delle attività di servizi e di accoglienza turistica».
 Poi un appello accorato rivolto alla Regione Abruzzo e alla Provincia di Chieti. «Questi enti devono impegnarsi affinché il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale di Chieti (P.T.C.P.), che inserisce la zona di Bomba come seconda area per interesse turistico della Provincia di Chieti per quanto riguarda il turismo montano, venga attuato- dice Allegrino- e che tutte le risorse pubbliche e private si concentrino sullo sviluppo turistico dell’area con il miglioramento del sistema viario esistente e con l’incentivazione alle imprese che vogliano realizzare servizi legati al turismo della valle».

FOREST CMI: «I NOSTRI PROGETTI FANNO CRESCERE IL TURISMO»
Forest CMI ricorda che  il progetto Forest Oil «sara' in grado di generare un indotto pari a 15 milioni di euro, di cui potrebbero beneficiare anche gli iscritti di Confcommercio».
«Questo dato è stato elaborato», spiegano, «su richiesta dell’azienda e comprende, tra l’altro, le positive ricadute per attività alberghiere, di ristorazione e commerciali. L’impatto per l’indotto è stato calcolato facendo riferimento a progetti analoghi per settore e dimensioni dell’investimento».
La Forest Cmi contesta anche l’affermazione che il progetto penalizzerà il turismo nella zona di Bomba non ci trova d’accordo.  «E’ vero semmai il contrario: le attività della Forest Oil faranno crescere il turismo d'affari, legato a tutte le persone che lavoreranno in loco per costruire e gestire l'impianto, mangiando e pernottando in strutture locali. Tutto questo aiuterà il settore turistico nella sua componente business e sarà un'opportunità da cogliere per il settore locale, a differenza di quanto fatto in altre occasioni, come ad esempio per la gestione delle strutture usate per i Giochi del Mediterraneo del 2009». 
Gli effetti positivi per il turismo sarebbero, dice ancora la società, «ulteriori benefici per tutto il settore,  qualora venisse realizzato e opportunamente promosso l'eco-parco fluviale, progetto che Forest CMI supporta sin dall’inizio».