L'AQUILA

Stupro di Pizzoli, interrogato il militare arrestato

«Non è stato usato alcun oggetto metallico»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

3241

Stupro di Pizzoli, interrogato il militare arrestato
L’AQUILA. Poco meno di 30 minuti: tanto è durato questa mattina l’interrogatorio di Francesco Tuccia, il militare di 21 anni arrestato nei giorni scorsi con l’accusa di stupro.
L'interrogatorio non si è tenuto all’interno del carcere di Castrogno, dove il giovane è recluso da venerdì scorso (condivide la cella con Salvatore Parolisi), ma nell'aula del Gip del Tribunale provvisorio di Bazzano, a causa di impegni del giudice Romano Gargarella.

Tuccia è arrivato qualche minuto prima delle 9, scortato dagli agenti di polizia penitenziaria, con le manette ai polsi. Ad aspettarlo, oltre all’avvocato avellinese Alberico Villani, anche i genitori. Non sono mancati attimi di tensione tra i parenti e i giornalisti ai quali sono stati rivolti improperi.
Alle 9 in punto è cominciato l’interrogatorio di garanzia nel corso del quale il giovane, accusato di aver stuprato una studentessa di Tivoli nel parcheggio di una discoteca di Pizzoli, ha ricostruito quella maledetta notte. Nessuno stupro, ha ribadito, ma un rapporto amoroso consenziente, neppure portato a termine. E soprattutto il ragazzo ha insistito sul mancato utilizzo di oggetti che abbiano penetrato la donna. «Il mio assistito ha risposto a tutte le domande», ha confermato all’uscito l’avvocato Villani. «Ha ricostruito con precisione la dinamica dei fatti avvenuti quella notte fuori alla discoteca e ha riferito che non c'è stato l’utilizzo di alcun attrezzo esterno, lui ha utilizzato una mano nel rapporto amoroso consenziente con la ragazza nel corso del quale la giovane ha riportato delle ferite».
Proprio alla vista del sangue, sostiene la difesa, il ragazzo si sarebbe allontanato spaventato e sarebbe rientrato in discoteca dove c’erano i suoi amici.
Villani ha auspicato il sostegno di nuovi accertamenti medico-legali per capire esattamente quello che è successo e valutare se effettivamente le ferite riportate siano compatibili con un attrezzo esterno.
Il legale ha anche confermato l’estraneità degli amici ai fatti contestati, altri due militari e una ragazza, che nelle primissime ore erano stati tirati in ballo (ma mai iscritti nel registro degli indagati).
Dopo l’interrogatorio il ragazzo è stato riportato nel carcere di Castrogno dove da quattro giorni condivide la cella insieme a Salvatore Parolisi, accusato di aver uccido la moglie, Melania Rea. I due sono rinchiusi in una sezione speciale riservata ai militari.

LE ACCUSE
Il ragazzo non è indagato solo per violenza sessuale ma anche per tentato omicidio perché, dice l’accusa, la ragazza romana dopo aver subito le «sevizie» del militare è stata abbandonata «in possimità di una porta antincendio semincosciente in una pozza di sangue, seminuda, esposta anche alla morte per le bassissime temperature». Per il pm David Mancini se il titolare della discoteca non l'avesse rinvenuta per caso intorno alle quattro del mattino sarebbe sicuramente deceduta.
Sempre l’accusa (e il gip conferma) parla ha parlato di «estrema brutalità» usata nei confronti della donna. Il carcere è scattato a quasi 10 giorni dai fatti, dopo attente analisi per il pericolo della reiterazione di ulteriori reati della stessa specie».