LAVORI PUBBLICI

Teramo, «quartiere Cona dimenticato». Comune ammette: «nessuna opera»

Investiti milioni di euro ma i risultati non si vedono

WhatsApp PdN 328 3290550

Reporter:

WhatsApp PdN 328 3290550

Letture:

2660

Teramo, «quartiere Cona dimenticato». Comune ammette: «nessuna opera»
TERAMO. Il ritornello è sempre lo stesso: si sbandierano grandi progetti, si investono cifre da capogiro e… puntualmente ci si arena.

Stavolta succede a Teramo dove il consigliere del Partito Democratico  Maurizio Verna ha presentato un’interrogazione sullo stato del quartiere della Cona per la cui riqualificazione si erano investiti 5 milioni di euro. Tra le richieste, cadute nel vuoto, secondo il Pd, anche lo spostamento dal quartiere della centrale Enel.
Secondo la ricostruzione di Mirko De Berardinis, segretario del circolo Pd Orsini, il progetto per la riqualificazione dell’intera zona nella periferia ovest della città fu presentato nel marzo 2004, durante l’ultimo periodo della Giunta Sperandio di centro-sinistra ed approvato poi dalla Regione nel 2005, con un finanziamento di ben cinque milioni di euro.  La somma era destinata per tre milioni ad interventi privati, con programmi di edilizia sostenibile e convenzionata per favorire le giovani coppie. Due milioni erano invece destinati ad opere pubbliche tra le quali il recupero dell’area della vecchia fornace con la realizzazione di una piazza, spazi pubblici, aree verdi, percorsi pedonali e ciclabili.
 Lavori appaltati, secondo il Pd, e poi bloccati. Le imprese avrebbero chiesto anche i danni per il fermo. E che fine hanno fatto quei danari? Riposano in pace nelle casse comuanli?
«Si trattava di operazioni utili a migliorare la qualità della vita del quartiere», commenta De Berardinis, «da sempre considerato come una “zona di passaggio” lungo la  S.S. 80 , favorendo così la nascita di luoghi di aggregazione sociale».
 Nulla di fatto anche sul fronte della centrale Enel. Dopo varie richieste di spostamento (il circolo del Pd aveva già organizzato nel 2010 una campagna d’informazione sui problemi del quartiere Cona), presentando diverse proposte, «l’allora assessore all’Urbanistica Robimarga», dice De Berardinis, «assicurava che erano in arrivo dalla Regione i fondi FAS, con i quali la centrale elettrica sarebbe stata delocalizzata in tempi brevi. Peccato però, che di quei fondi non si è più avuto notizie».
Oggi, per  il completamento dei lavori si aspetta l’arrivo di fondi PISU, per  529 mila euro. Una cifra sbandierata durante la conferenza stampa di fine anno.

«NESSUNA OPERA HA VISTO LA LUCE»
Il Comune di Teramo ammette: «nessuna delle opere previste dal contratto della Cona è stata eseguita».
Parola dell’ assessore all’Urbanistica del Comune di Teramo, Massimo Tassoni, interpellato da Prima DaNoi.it.
«2 mln di euro circa per i lavori pubblici previsti nel contratto sono pochissimi e non si riesce a far fronte tanto che con i fondi Pisu (i famosi 529 mila euro) si  pensa di portare a termine almeno una  parte di lavori. Con quello che abbiamo si riesce a fare davvero poco. Nelle casse del Comune ci sono 8 mln di euro e dobbiamo far fronte a tante esigenze».
Quanto allo stato dei lavori, Tassoni  dipinge una situazione in standby, tra opere appaltate in fase di esecuzione come quelle sul lungo fiume, altre appaltati ed interrotte (quelle del percorso scuola),altre ancora in attesa di appaltato.
Come la mette il Comune con le imprese insorte per la sospensione dei lavori?
 Tassoni assicura che non c’è nessuna situazione di muro contro muro. «Siamo in una fase interlocutoria», assicura, «stiamo risolvendo tutto in via bonaria». L’ultima parola è rivolta al Pd: «sarebbe il caso di avere un confronto diretto per parlare di questa vicenda».
Confronto che  già c’è stato (interrogazione del consigliere Maurizio Verna) e che l’assessore ha probabilmente rimosso.

Marirosa Barbieri