PROCESSI

Sanitopoli, Angelini malato: visita medica a casa e l’udienza salta ancora

L’ira della difesa di Del Turco: «non si vuole arrivare ad una sentenza»

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Del Turco e Caiazza

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PESCARA. Dopo la presentazione di un certificato medico scatta per l’ex patron di Villa Pini la visita medica a domicilio.

Nuova battuta d’arresto questa mattina per il processo Sanitopoli che vede tra gli imputati eccellenti anche l’ex presidente della giunta regionale, Ottaviano Del Turco.
Questa mattina era in programma  il controesame di Vincenzo Angelini e dopo lo stop delle scorse settimane a causa del cambio in corsa del legale dell’ex imprenditore, oggi si è registrata una nuova battuta d’arresto.
Il nuovo avvocato di Angelini, Sergio Menna, ha infatti presentato in aula  un certificato medico con la diagnosi di disfonia: febbre, voce bassa, influenza  e impossibilità di uscire di casa. Angelini ha inviato anche una lettera, poche righe per scusarsi ma anche per sottolineare i risvolti che questo processo hanno sulla sua salute: «devo ancora una volta  le mie umili e sentitissime scuse. E' evidente che in questa fase della mia vita lo stress e la depressione indeboliscono le mie difese immunitarie».
 L'avvocato Menna ha presentato dunque una istanza per chiedere il rinvio dell'udienza ma il procuratore Nicola Trifuoggi ha espresso parere contrario. Secondo il magistrato, infatti, il certificato giustificherebbe  la mancata presenza di Angelini come testimone, ma non a ritenere che vi sia un assoluto impedimento a comparire come imputato.
Il collegio giudicante ha dunque disposto la visita medica a domicilio per Angelini e l’udienza, sospesa per un’ora, in realtà ha contato uno stop di quasi due ore. Tutti ad aspettare il responso della visita medica a domicilio.
Alle 12 il medico incaricato dal tribunale ha certificato quanto detto Angelini: 38 di febbre, problemi nel parlare, assoluta inabilità a presentarsi in udienza. Il presidente del Collegio, Carmelo De Santis, non ha potuto che recepire il documento e rimandato tutto al prossimo 2 marzo.
Irritato per quanto accaduto questa mattina l’avvocato difensore di Del Turco, Domenico Caiazza, che ai giornalisti presenti ha esposto tutti i propri dubbi sulla possibilità che questo processo possa arrivare ad una conclusione.  «Nutro forti dubbi che si voglia arrivare ad una sentenza, che è quello che a noi preme maggiormente. Il contro interrogatorio di questa mattina per noi era un passaggio importante, avremmo voluto fare tante domande ad Angelini. Registriamo, invece, una serie di impedimenti, rallentamenti, e malattie varie…proprio nel momento in cui si sta entrando nel merito delle accuse».
Caiazza ha inoltre sottolineato il fatto che si augura che il Collegio giudicante voglia dare una «sfoltita» ai teste che dovrebbero essere ascoltati nelle prossime settimana. Quasi 200 quelli chiamati dall’accusa, (compreso Romano Prodi, ha sottolineato l'avvocato), meno di 40 quelli della difesa: questo vorrebbe dire almeno altri due anni di udienza.
a.b.