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Bomba carta fa esplodere vetrina nel centro di Vasto

I residenti: «svegliati di colpo da un boato incredibile»

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Bomba carta fa esplodere vetrina nel centro di Vasto
VASTO. Una bomba carta è esplosa intorno alle 4 di notte di domenica.

L’esplosione ha danneggiato la porta della pescheria ‘Da Alberto’ che si trova in via Santa Maria Maggiore.
Tre dei quattro vetri della porta del locale commerciale si sono completamente rotti e dalla mattina di ieri sono state sistemate grosse assi di legno a protezione dell’attività. Danneggiata anche l’insegna, che si è bruciata e piegata leggermente. All’interno del locale il soffitto è completamente annerito. La pescheria è di un uomo di 33 anni, C.D, originario di Casalbordino che è stato avvertito poco prima delle 6 dell’accaduto.
Il gestore è stato ascoltato dai carabinieri e ha assicurato di non aver ricevuto alcuna minaccia, escludendo dunque l’ipotesi del racket. Ma gli inquirenti non tralasciano alcuna pista e indagano in tutte le direzioni. I residenti della zona hanno raccontato di essere stati svegliati dal forte boato, in piena notte, ma nessuno avrebbe visto niente. Vista la lunga sequenza di attentati incendiari negli ultimi mesi gli inquirenti tendono ad escludere che possa essere stata una bravata o un incidente (qualcuno ha raccontato anche di aver sentito poco prima dei fuochi d’artificio). Si pensa ad un gesto mirato, dunque
Secondo Stefano Moretti l’episodio in questione sarebbe da ricollegare alle «brillanti operazioni messe a segno dalle forze dell’ordine nell’ultimo periodo». Qualcuno si sta ribellando?
«Sabato sera», continua Moretti, «Vasto è stata presidiata da sei pattuglie messe in campo da Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia di Stato. Questo spiegamento di forze ha dato fastidio a chi da mesi viveva libero ed indisturbato per le strade del centro storico. La risposta non si è fatta attendere».
Più duro, invece, il commento di Riccardo Alinovi, portavoce di Codici che ricorda come negli ultimi mesi in città è avvenuto di tutto: «sparatorie, furti, rapine, macchine incendiate, riciclaggio di denaro attraverso costruzioni ,omicidi, e spaccio di droga con livelli di alto rango. La camorra e la mafia hanno messo radici in questa città ma chi deve proteggere i cittadini sembra non rendersene conto che Vasto non è un’ isola felice. Vastesi non possiamo più fidarci di chi dice che Vasto non è Beirut (il sindaco Lapenna)».
Alinovi annuncia di aver inviato una lettera al ex ministro Maroni per chiedere una interrogazione in Parlamento. «Perché a Vasto non funzionano le istituzioni che dovrebbero proteggerci dalla criminalità organizzata? Se in città si fa finta di niente di quello che accade, significa che ci sono pezzi delle istituzione, che convivono con la criminalità organizzata, non è più possibile accettare l' indifferenza delle istituzioni vastesi dinanzi a questi episodi di racket»
Il coordinatore provinciale di Fli, Giuseppe La Rana, ricorda invece che il procuratore della Repubblica di Vasto, ha segnalato, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, la grave situazione della cittadina . «Questa amministrazione», protesta l’esponente di Futuro e Libertà, «si è pavoneggiata, in più occasioni, di aver messo mano all'idea di installare un impianto di videosorveglianza al fine di tenere sotto controllo i ricorrenti episodi di delinquenza e di teppismo che stanno rendendo sempre meno vivibile questa nostra bellissima città. Ad oggi, però, non è stato fatto nulla nemmeno in questo vitale settore».
La Rana parla di «vuoto amministrativo»: «gli unici impegni di Lapenna non sono quelli di risolvere i problemi dei cittadini, come promesso in campagna elettorale, ma solo quelli di ricucire le divisioni di una coalizione che si è rivelata lacerata sin dal giorno dopo la vittoria elettorale».