I FUNERALI

Dino Di Vincenzo, uno degli imprenditori che ha ricostruito l’Abruzzo

Si svolgeranno oggi pomeriggio i funerali celebrati dal vescovo Bruno Forte

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Dino Di Vincenzo, uno degli imprenditori che ha ricostruito l’Abruzzo
CHIETI. Si svolgeranno oggi pomeriggio alle 15 nella cattedrale di san Giustino a Chieti, i funerali di Dino Di Vincenzo, l’imprenditore morto ieri mattina a 88 anni dopo un breve ricovero a Villa Pini.

La camera ardente, aperta da ieri nella sede centrale della Camera di Commercio, di cui Di Vincenzo è stato presidente per dieci anni, ha visto l’afflusso di amici, estimatori, colleghi imprenditori e politici che hanno espresso il loro cordoglio alla famiglia. Così come sono state moltissime le dichiarazioni di stima per l’attività svolta da Di Vincenzo in almeno cinquanta anni di attività, nel periodo della ricostruzione e del definitivo affermarsi dell’Abruzzo tra le regioni più dinamiche del Mezzogiorno. Perché al di là dei giudizi della cronaca, che oggi sono spesso inquinati dalle incursioni della politica, la storia racconta di un imprenditore che insieme ad una pattuglia di uomini “concreti” ha dato un contributo insostituibile alla crescita economica dell’Abruzzo. Di Vincenzo viene infatti ricordato ad esempio come il “costruttore” della Sevel in Val di Sangro e come il protagonista, insieme al ministro Remo Gaspari, di tutte le opere pubbliche più importanti che hanno trasformato l’Abruzzo da terra di pastori ad economia industriale avanzata. Erano gli anni della Cassa del mezzogiorno, quando i finanziamenti arrivavano, le opere pubbliche venivano realizzate ed il lavoro non mancava. Di questo era soprattutto fiero in privato Dino Di Vincenzo, nominato Cavaliere del lavoro nel 2002, ed attivo fino allo scorso Natale, quando aveva festeggiato la ricorrenza insieme ai suoi dieci nipoti. Perché l’aspetto nascosto di questo imprenditore sempre sotto i fari della cronaca, era il suo attaccamento alla famiglia, alla moglie  Maria soprattutto, ma anche ai quattro figli Gianni, che prosegue l’attività del padre, Roberto, Valerio e Maria Antonietta. Della sua attività imprenditoriale Di Vincenzo ricordava sicuramente i suoi successi più importanti ma rivendicava in primis il suo attaccamento al territorio, tanto che spesso ricordava come suo grandissimo merito l’aver portato l’acqua in almeno la metà dei comuni abruzzesi. Insomma era e si sentiva ancora un esponente di quella generazione che uscita dalla guerra si era buttata anima e corpo nella ricostruzione, una generazione forse irripetibile che visse un periodo eroico di cui oggi si sente la nostalgia, quando i suoi protagonisti sono ormai scomparsi. In realtà Dino Di Vincenzo aveva cominciato a morire quando Gaetano Cardano, il suo carissimo nipote, figlio di Franceschino co-fondatore dell’azienda di famiglia, era deceduto recentemente, vittima di un incidente stradale. Ma aveva continuato la sua attività, soprattutto vicino alle associazioni imprenditoriali di cui era punto di riferimento. E che si riunivano spesso, come appunto Confindustria, nei saloni dell’ex Foro Boario di Chieti, da lui ristrutturato come sede della Camera di Commercio e di cui andava molto fiero. E proprio dalla camera di Commercio partiranno oggi i funerali che saranno officiati dal vescovo Bruno Forte.
Sebastiano Calella