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UdA, un altro no del Tar alla sospensiva sul bando per il dg chiesta da Napoleone

La storia infinita del licenziamento del vecchio direttore generale

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UdA, un altro no del Tar alla sospensiva sul bando per il dg chiesta da Napoleone
CHIETI. Il Tar Pescara respinge un’altra sospensiva del bando per la ricerca del nuovo dg della d’Annunzio, richiesta da Marco Napoleone.

Dunque scampato pericolo immediato per il neo direttore amministrativo Filippo Del Vecchio appena insediatosi e per le scelte dell’UdA: per il momento sono infatti lontane le decisioni sul merito dei ricorsi al Tar e del giudice del lavoro di Chieti, a cui di fatto è stata spostata la competenza, a quanto si legge nell’ordinanza di ieri.
Le decisioni dei giudici amministrativi, ancorché non definitive, vanno accettate e si può solo tentare di spiegarle per quanto si riesce a comprendere del linguaggio criptico utilizzato per dire no. L’ex dg aveva infatti chiesto l’annullamento del bando di selezione, del decreto del rettore e delle delibere CdA e Senato accademico che avevano confermato il no all’approvazione del contratto da dg. Il Tar, senza entrare nei dettagli delle richieste, respinge l’istanza cautelare visto «che la non approvazione dei contratti stipulati (1.1.2007/31.10.20.2012) non viene a superare quanto già statuito con l’ordinanza n. 197/2011 e con la sentenza n. 65/2012;» e «in relazione a tali decisioni viene ad assumere rilevanza esclusiva il rapporto di lavoro». Pare di capire che la patata bollente viene rispedita al Giudice del lavoro, perché la richiamata ordinanza 197 ribadiva l’importanza di trattare il contenzioso di Napoleone come una causa di lavoro e gli negava la sospensiva perché non c’era «danno imminente». E la sentenza 65 invece (sul silenzio-inadempimento del rettore) definiva il ricorso «inammissibile e improcedibile per alcuni aspetti», perché il procedimento del contratto si era esaurito con la mancata approvazione in quanto «non era osservante delle leggi». Come dice la sentenza «non era ipotizzabile solo l’approvazione automatica - come sembra pensare Napoleone - c’era anche la possibilità della non approvazione», come si è verificato. Ora la palla passa di nuovo al giudice del lavoro, che dovrà decidere se si trattava di «rapporto di fatto» o di un contratto esistente, il cui iter procedimentale si era concluso con un no. Probabilmente il giudice del lavoro si aspettava una decisione del Tar per chiarire questo aspetto, ma il Tar ha glissato. Però la telenovela continua: prossima puntata quando sarà discussa la sospensiva del bando, chiesta da Daniela Rapattoni, la candidata esclusa dalla selezione per il nuovo dg.
Sebastiano Calella